domenica 30 gennaio 2022

E questo dolore?


 Sicuramente hai avuto  dolore in qualche parte del tuo corpo. A volte questi dolori sono comparsi all’improvviso senza nessuna ragione apparente. Ti sarà anche capitato  di dover sostenere un impegno e essere limitato da questo dolore improvviso.   Seguimi  fino in fondo e scoprirai  come capire e risolvere questi fastidiosi accadimenti.

A volte ricevo delle telefonate come questa: 

Pronto, ciao Prof, sei libero? Ho  un improvviso dolore al piede.

 Io penso: chissà questo dove non vuole andare…

I dolori al piede e alla caviglia, sono spesso correlati a stati d’animo prodotti da una partenza, da un impegno, da qualcosa che non si vuole affrontare; sistemata questa tensione emotiva, superato il momento, il dolore sfuma.  

Hai presente il modo di dire popolare: “solo al pensiero mi viene la febbre?” Ecco, quello che succede è qualcosa di simile. 

La tensione nervosa risveglia problematiche già esistenti, indebolisce, predispone al trauma. Vedremo in seguito alcune delle possibili vie di collegamento  della mente con il  dolore. Esistono diverse scuole di pensiero sull’origine dei dolori, alcuni psicologi e altri terapeuti, hanno studiato il problema e hanno elaborato delle teorie,  ne considererò alcune. Per una di queste,  ad esempio, il tallone interno corrisponde al rifiuto, quello esterno  alla difficoltà di voler affrontare le cose, la caviglia è legata al distacco dal proprio territorio,  inteso sia come zona di confort che habitat, ma anche  nel non volersi mischiare con le cose e con la gente. Per altri terapeuti  il significato del dolore o della distorsione alla caviglia è legato al rimanere bloccati da qualcosa o da qualcuno o nel non voler procedere verso qualcosa di poco gradito.  

I polpacci, vengono correlati  al non volere essere spinti forzosamente in una direzione, o dalla paura di avere poco tempo a disposizione, come se il  tempo scivolasse  come sabbia tra le dita. 

I polpacci sono sempre attivi nell’impedirti di cadere a faccia in giù e sono esposti al tuo oscillare per mantenere l’equilibrio.

Se sono le ginocchia a darti improvvisamente noia o conosci qualcuno che ne soffre, e vuoi sapere a cosa è collegato questo dolore per poter porre rimedio, devi sapere che il ginocchio  è legato al non volersi piegare, al non accettare un cambiamento, lavoro, trasloco, al non voler crescere, a non volersi adattare. 

Anche il non volersi sottomettere è relativo al dolore al ginocchio.

 Ah! quanti dolori alle ginocchia negli uffici..

Non riuscire ad accettare le critiche è un’altra delle possibili cause di dolore, come l’avere a che fare con chi vuole avere sempre ragione. 

Continuo con questa interessante carrellata  e passo  alla schiena. 

Prima ti faccio pensare  un attimo ai glutei e al sacro.  

I glutei sono sensibili al nostro essere incompresi, al pessimismo, al trovarsi con le spalle al muro, all’essere afflitti dal  senso di impotenza. 

Il dolore al sacro  si può collegare alla sensazione di precariato, dall’insicurezza di poter ottemperare ai bisogni fondamentali. 

Per altri, il sacro  corrisponde ai sensi di colpa; ad una forte autocritica, alla mancanza di soddisfazione.

La zona della quinta vertebra lombare  è collegata  alla difficoltà di scegliere una strada, sopratutto in persone di talento. 

Per altri si tratta di svalutazione nella sfera sessuale, questo è legato in particolare  al mondo femminile che, sul lavoro, spesso, è  svalutato. 

La zona lombare è relativa a dipendenza affettiva o essere vittime di se stessi, come ad  esempio chi ha tentennato e poi rinunciato a prendere in mano la propria vita, e ora è pentito. Frase tipica: “avrei dovuto fare altro.”  Altri associano alla zona lombare dolente la paura di perdere il controllo, di avere la mente in sovraccarico e poco lucida.

Altri autori, ancora,  mettono in relazione l'area lombare  con la procreazione, ad esempio volere e non potere procreare. 

Sono tutte ipotesi molto interessanti, come quelle riferite all’area  dorsale alta, che per alcuni è anch’essa legata ai sensi di colpa mentre per altri al peso di responsabilità per gli impegni gravosi presi a sostegno degli altri.

Mi fermo qui, per ora,  ma potrei continuare all’infinito, perché la possibilità di dolori somatici è pressoché infinita.

 Ma tutto questo ha una logica? 

In effetti pare di si, senza intraprendere  voli fantasiosi, ricordiamo la fisiologia.

  1. Se ti dico: ti stanno rubando la macchina,  la tua amigdala, una formazione  nervosa a forma di mandorla, situata in profondità nel cervello, si attiva immediatamente e allerta tutto il cervello.   L’ipofisi rilascia subito ACTH  che a sua volta stimola il surrene che rilascia cortisolo, quindi entri in una fase di  stress acuto. Potresti avvertire una forte contrazione tra fegato e stomaco, si tratta di uno spasmo  della colecisti che rilascia rapidamente la bile.  Nei giorni seguenti potrai avvertire   un dolore in mezzo alla parte alta della schiena o  alla  spalla sinistra... e ti chiederai: come mai questo dolore? Altra cosa che  accade è che  il tuo cuore inizia subito a battere più forte, a causa del rilascio di noradrenalina e ACTH, sei entrato nella funzione scappa o attacca, più scappa che attacca, diciamocelo, dai…L’aumento della tua frequenza respiratoria coinvolgerà  il  diaframma, che pure  poco allenato si contrarrà  come quando corri. Queste reazioni, in totale, hanno una durata  inferiore al mezzo secondo. Quando tutto questo sarà passato, alcuni organi potrebbero rimanere in “loop”, ad esempio il fegato che ad ogni atto respiratorio viene trascinato dal diaframma  in alto per circa 4 cm per  poi ridiscendere sempre per 4 cm, potrebbe non subire più questo “drenaggio” e così innescare una dorsalgia. E tu, ancora, ti chiederai… e sto dolore?
  2. Potresti, se nel tempo hai assunto una postura compressa, accartocciata, associata ad  uno stato di paura continua, accusare un dolore ai  bicipiti femorali.  I muscoli sono già contratti dalla posizione assunta  e aspettano solo un soffio per bloccarsi. Naturalmente una tua reazione a quello che accade, al tentativo di furto, necessita un cambiamento di postura, ma il tuo corpo non è pronto, non è in grado di distendersi, ed ecco il dolore che apparirà circa 72 ore dopo, e nuovamente ti chiederai: e sto dolore? 
  3. Potrebbe capitare che dopo lo stress iniziale inizi ad  avvertire dei tremori,  brividi, stai semplicemente smaltendo l’adrenalina in eccesso. Pensa che fortuna, quando accade bruci tanto grasso per librare energia. Tu non lo sai, ma gli organi hanno una loro interfaccia, i muscoli.  I surreni ad esempio, sono collegati a flessore dell’alluce e polpacci. Questi muscoli, nei soggetti stanchi e sotto pressione, rimangono contratti, tesi e stanchi… di notte dovresti riposare, se invece sei  sotto stress e dormi male,  ti alzi più volte a fare pipi.  Per arrivare al bagno devi caminare  e mentre lo fai, attivi  ancora i surreni che si scaricano completamente. A proposito,  la Tiroide, che spesso fa le bizze, è in relazione al muscolo grande rotondo che subisce il surrene quando questo è scarico dalla troppa stanchezza.
  4. Si capisce che non è l’emozione a “inventare” il dolore. L’emozione è il sistema di accensione,  se poi mantenuta costantemente in essere,  costringe   il corpo a posture e movimenti errati che  si fissano e producono disfunzioni croniche. Basta poco per far partire un dolore, quando gli ormoni entrano prepotentemente in circolo, attivati dalle emozioni e dalle parole che le evocano... sai che ti dico, che dato che non reggi lo stress e ti accadono tutte queste cose, se mi accorgo che ti stanno rubando la macchina non ti dico nulla. Che è meglio!




giovedì 27 gennaio 2022

Sei tu il problema. Come gestire le dinamiche di gruppo

Foto da Pexels 
Sei tu il problema!

Tanto tempo fa, in un posto molto, molto,  lontano, una delle prime società  sportive ad avvalersi dello psicologo perdeva spesso. L’allenatore chiese aiuto allo psicologo, e questo, abituato all’ approccio clinico, consigliò di domandare alla squadra quale fosse il problema. 

Sei tu il problema!  Risposero i giocatori, sfruttando l’occasione. 

La  società lo licenziò. 

La dinamica tra una coppia in crisi e un team in crisi è  molto differente. 

Questa storia sembra dire delle cose, invece ne dice altre.

Lo psicologo non ha sbagliato, era solo impreparato per quelle dinamiche, così  ha consegnato una chiave che apriva una porta sul vuoto, e l’allenatore si è tuffato. 

L’allenatore si è posto sullo stesso piano della squadra, esponendo i suoi sensi di colpa.
 
I giocatori sono mediamente impreparati ad assumersi le loro responsabilità. 

Lezione n°1 se crei una via di fuga qualcuno la userà; 

Lezione n°2 se hai i sensi di colpa… tranquillo che la punizione arriva. 

Vivendo lo sport professionistico, per me  è stato facile, e a volte anche divertente, analizzare le relazioni tra i vari attori. Lo considero il mio studio antropologico personale.

In questa storia non ci sono  la bella e la bestia. Ognuno  è sia la bella che la bestia. 

Ho visto questa storia ribaltata innumerevoli volte.

Le dinamiche nello sport sono  molto particolari. 

Esempio:  gli  atleti, che diventano allenatori,  ripetono  gli  errori e i comportamenti che imputavano ai loro allenatori. Come i figli che si comportano come i padri anche per cose che gli criticano. 

Esempio: Un giocatore infortunato  lamenta la mancanza di interesse dell’ allenatore sul suo stato di recupero. Diventato allenatore, un suo giocatore infortunato si lamenterà  di lui per la stessa cosa.

 Consiglio: “se incontri il Buddha per strada… uccidilo”. 

Che significa vai oltre gli insegnamenti che hai ricevuto. Trova chi ti insegna.

Lezione n°3,  se sei atleta o allenatore, per fare carriera scegli bene il tuo consulente. 

Chiama me.

 #gaetanorosace #preparazionefisica #performance #coaching #posturologia 

domenica 23 gennaio 2022



 Perché ridacchi?

In questa storia incontriamo alcuni  bias cognitivi.


Conosco G. da 12 anni, ma è mio cliente da poco. Riconosceva come mia abilità solo la metodologia, uno dei mie tre ambiti operativi, quello più visibile.  Si  annullano alcune informazioni  a favore  di quella che colpisce di più.  Essere Coach a 360° significa possedere  un approccio completo alla performance. La posturologia  e il coaching sono le mie altre abilità.


I suoi colleghi, sentendolo lamentare, gli hanno detto: vai da Gaetano!


Arriva dopo un lungo percorso: terapie fisiche, manipolazioni, ecc. la sua cervicale però peggiora, riducendo drammaticamente  le sue attività fisiche.


Prima seduta: test, allineamento corporeo e “abracadabra”, si allentano le tensioni. Questa   sequenza di procedure, il  “reset”, la uso con gli atleti  nei pre-gara per esaltare le loro capacità.


Sta bene. Lo lascio con  una raccomandazione: questa sera.  a calcio, trattieniti, ti sentirai leggero e potresti esagerare andando oltre le tue possibilità, devi gestire questa nuova facilità di movimento. 


Il giorno dopo mi dice: “mi sono svegliato ridendo… tanto che mia moglie mi ha chiesto, che -cavolo- hai da riedere? La sensazione che ho provato al risveglio era diversa, piacevole,  ridevo come uno scemo. A proposito… ieri sera ho segnato.


Dopo una settimana lo rivedo per gli esercizi di stabilizzazione. 


Mi racconta: “sto facendo di tutto, allenamento, lavori in casa ecc.  Ieri ho avuto mal di collo, sono andato a dormire preoccupato, sapendo che mi sarei svegliato distrutto…e invece sto benissimo. Perché?…Questa cosa mi spiazza.” 


Credeva che il passato fosse la norma: se ho dolore oggi, domani sarà peggio.  

Correlava, tramite la sua vecchia esperienza,  il dolore al collo con una pessima giornata seguente.


Gli spiego:  quello che faccio io non  rende invulnerabili, ridà al corpo la capacità di reagire, riadattarsi e migliorare in modo autonomo.




La sua intelligenza corporea, che ho risvegliato dal torpore,  ora ricorda come rilasciare i muscoli contratti.


E al mattino ridacchia.



#gaetanorosace #preparazionefisica #bias #coaching #posturologia #illusorycorrelation #confirmationbias 


venerdì 21 gennaio 2022

Pubalgia, riprendiamo il discorso

 



Pubalgia? Foto da Pexels 


Come dico sempre: se sei qui o è perché ce l’hai o perché la vuoi evitare. 


Riprendiamo il discorso sulle pubalgie facendo una breve sintesi sulle vere e false pubalgie e sulle possibili cause.


1: distinguere le pubalgie vere dalle false. Il primo passo è la RMN, che deve diagnosticare se esistono fissurazioni della giunzione muscolo tendinea dell’adduttore, oppure se presenta i tipici segni di stress inserzionale. 


Nel primo caso, è una  falsa pubalgia. Se prima non guarisce la lesione, stai solo perdendo tempo.


2:  tutte le pubalgie, quelle  vere, hanno un particolare segno posturale, se no, non sono pubalgie.  L’ho scoperto io !!!! Se non poni rimedio alla tua postura “pubalgica” entro pochi mesi diventi tu “pubalgico


3, come si genera? A volte facendo sciocchezze. Come quei calciatori, furbissimi, che si ammazzavano di addominali per poterli esibire  d’estate.


Uno stiramento degli adduttori, non curato. può essere la causa dell’infiammazione iniziale.


A volte è il piacere…Si capita, più spesso di quanto credi, ad uomini e donne. Eccesso di foga per cambio  di partner, si sa, i primi giorni… rodeo; oppure da rientro della fidanzata, come per un giocatore americano, che aveva la compagna,  di professione porno  star, che e ogni tanto veniva a trovarlo. Questa prima o poi te la racconto, perché c’è in mezzo un palo da lap dance. 


Da posizioni scomode, non deve essere stato facile,  per una signora, fare sesso su un pascolo alpino,   tra placidi ruminanti  … 


A volte la fretta di rientrare in forma dopo il parto. Come alcune mie clienti che per dimagrire avevano pensato bene di spingere il passeggino come forsennate,  pure essendo ancora piene di ossitocina.


Poi c’è la mente… ossessività, repressione, metodicità, essere d’esempio per il basso ventre sinistro, oppure per il destro, esagerazione, impulsività, stress da ingiustizia, rifiuto..


Le pubalgie sono refrattarie alle cure tradizionali. Come per Giovanni, che, dopo aver fatto un super laser alla Star Wars, venne da me per porre fine definitivamente alla cosa.


Eppure si possono risolvere velocemente, come hanno fatto Giovanni, Andrea, Gennaro, Vittorio, Leonardo e tanti altri che leggono queste pagine.


#gaetanorosace #preparazionefisica #posturologia #pubalgia #posture






Le parole che ti bloccano

 

Foto da Pexels 


Le parole sbagliate che ti bloccano


I miei clienti, a volte attraversano momenti difficili, sono  momenti in cui avvertono una maggiore percezione della fatica e del dolore. Vedono le cose di un colore che va dal grigio al nero fumo passando per un blu notte.


 Anche  con  i  super poteri,  che gli ho gentilente concesso, 😁, sono sempre esseri umani. 


In questi momenti, color fumo di Londra,  li aiuto a   dare un peso alle parole. In modo che i loro super poteri  non possano essere disattivati dalle parole sbagliate.


Le parole possono costruire imperi o farli crollare. Puoi passare da essere l’uomo ragno a essere la mosca nella tela del ragno. 🕸


La componente verbale della comunicazione è minima, rispetto a tutto quello che viene espresso da postura, gesti, ecc. Ma è la più potente!  Cosa ti rimane in testa tutta la vita?


 Le parole.


Per questo bisogna imparare a gestirle,  a renderle potenti o  innocue.†


Circa dieci anni fa, attraversando il corridoio di un ospedale,  da un capannello di  una ventina di persone, assiepate davanti alla sala prelievi di oncologia, udì


la voce di un tale, che rivolto al suo accompagnatore, disse: “vedi… questi moriranno tutti”.


Calò il gelo,  il brusio cessò di colpo, come se il tempo in quel corridoio si fosse fermato. 


Nella mia mente pensai: certo, nessuno vivrà in eterno, prima o poi toccherà a tutti.

E continuai diritto.


Cosa pensarono quelle persone? Quella frase, cinica e mal posta, con quanta  violenza  può  aver colpito chi aspettava di sapere se poteva o non poteva fare la sua terapia salva vita? 


Quanta depressione e scoramento ha provocato nei soggetti più fragili ed esposti?


A volte, i miei clienti, dismessi i panni da super eroi, sentono il peso delle parole, spesso delle loro stesse parole, di quelle che frullano in testa. Il mio compito, quando accade, è fare usare loro il vero super potere: 


fare diventare le parole sbagliate come il sugo di certe mense: senza sapore, senza consistenza, che non macchia anche se ti cade addosso…


#gaetanorosace #pnl #postruologia #preparazionefisica





sabato 15 gennaio 2022

Il metodo dell’eroe


 il metodo dell’eroe 


Se vuoi essere un eroe, leggi e lo diventerai. L’eroe di solito muore, la gente lo venera ma in cuor suo pensa “io non lo avrei mai fatto” però c’è la scintilla dell’eroismo che cova in ognuno di noi.  Sono  certo che anche tu vuoi  essere  un eroe, ti frena solo il piccolo particolare che a volte l’eroe soccombe. questo è un modo per essere eroe, tutti i giorni,  senza, “lasciarci le penne”. Come disse il pollo.


Un piccolo chiarimento sul titolo e sul metodo. Essere eroi significa avere la possibilità di utilizzare i propri ormoni al bisogno e non essere vittima delle circostanze. Essere eroi e non soccombere significa essere preparati e lucidi nelle scelte. Questa tecnica è un aiuto stratosferico.


Ora una seconda precisazione: alcuni stanno cavalcando l’esposizione al freddo, le immersioni nel ghiaccio, ecc.  alla stregua del camminare sui carboni ardenti, una pratica molto usata dai motivatori negli ultimi 20 o trenta anni. Ho molti dubbi sugli effetti di tecniche basate sul coraggio e francamente mi interessano poco, la mente si riabitua subito alla normalità e gli effetti si perdono dopo uno/tre mesi. 


Magari qualche venditore ha un incremento nelle vendite per un paio di mesi, ma poi torna al livello precedente e non è detto che con una nuova passeggiata sui carboni ardenti ritrovi la grinta. 

Come per i carboni ardenti il giaccio non ti rende Superman, se ti da uno sprint nell’essere un venditore migliore anche in questo caso si esaurisce in pochi mesi.


Non siamo più negli anni ottanta, quando per stimolare le vendite si consigliava ai propri venditori di comprare una Ferrari per avere il peso delle rate da pagare come sprono alla vendita. 

Non affrontate questi percorsi con questo obiettivo. 


 Questo metodo va oltre. Ora le neuroscienze ci indicano la strada


Il Metodo che espongo, se protratto abbastanza da diventare routine, porta ad un potenziamento di tutti i sistemi vitali e con questo anche un miglioramento del rendimento fisico e intellettivo. 


Ecco il metodo.

Hai presente Wim Hoff? Quel tizio che: praticamente nudo, corre sui ghiacciai,  nuota nei fiordi  gelati e si immerge sotto il ghiaccio. Ok, proprio lui. Questa tecnica l’ho sviluppata partendo da alcune ricerche scientifiche che riguardavano le sue imprese. L’ho modificata, noi italiani a differenza del resto del mondo, modifichiamo e miglioriamo tutto quello con cui abbiamo a che fare.


Tutto parte dalla respirazione. In questo caso uso la respirazione 2/1 che  è uno modo diverso di interpretare la respirazione, ci sono molti esempi di respirazioni simili, ad esempio la respirazione olotropica o l’ iperventilazione, ma la 2/1 impone un atto di inspirazione che duri il doppio di quello di espirazione.  Esattamente il contrario della respirazione che si usa per rilassarsi o meditare.



Come dicevo prima,  l’ho presa a prestito  e modificata da Wim Hoff, l’uomo di giaccio, che la usa per le sue imprese e per controllare il sistema immunitario, ed era proprio quest’ultima parte che mi interessava.


Il tempo due/uno me lo sono ricavato da solo, perché per me  è quello che funziona meglio. La fase di espirazione è spontanea, l’aria esce da sola, non viene spinta in fuori, invece in inspirazione, l’aria prima gonfia la pancia, poi allarga le coste e infine solleva le clavicole.


Il ritmo è serrato, continuo, circolare,  va protratto per  40-45 ripetizioni per ciclo, in questo modo  crea effetti simili all’iperventilazione senza cadere mai nei limiti della stessa. 


Le contrazioni diaframmatiche, nella successiva fase di apnea, devono essere sempre presenti.


Ad ogni ciclo di quaranta respiri deve essere interposta una fase in apnea espiratoria di durata progressivamente maggiore; si usa l’apnea espiratoria per evitare di dover aspettare tre, quattro o  più minuti, prima della rottura dell’apnea e dell’inizio del nuovo ciclo.


Si avvertiranno alcuni effetti secondari, piccole parestesie, piccole punture alle estremità, formicolii, testa leggera ecc. una specie di sballo a base di ossigeno, tutti effetti transitori che spariscono in pochi minuti e diminuiranno con la pratica.


Attenzione questa respirazione non è consigliabile a chi soffre di pressione alta perché potrebbe avere effetti negativi in quel senso, ma è una respirazione che da molte soddisfazioni in termini di attivazione del  sistema immunitario. 


Questa tecnica, infatti,  abbinata ad altre  ha dato buoni risultati studiati e validati da numerose ricerche scientifiche proprio in questo campo. 


Wim hoff nella sua versione originale la abbina all’esposizione al freddo, immersioni in acqua e ghiaccio ecc. Nella mia interpretazione ho cambiato lo schema e la abbino prima al cross crawl, la marcia incrociata, tanto cara al Brain Gym,  eseguito però con una respirazione particolare: “il respiro di fuoco” una tecnica respiratoria dello Yoga kundalini che è caratterizzata da una altissima frequenza respiratoria. Si eseguono 50/100 passi sul posto respirando velocemente, utilizzando il diaframma in espirazione. Il ritmo dovrebbe essere di 120 respiri al minuto. 


Il cross crawl mette d’accordo i due emisferi cerebrali e abbinato a questa respirazione  ad alta frequenza,  aumenta e potenzia i suoi effetti sul sistema nervoso. La marcia incrociata proviene sia dalla citata  Braìn Gym che da una delle tecniche di reset posturali che funzionano meglio in assoluto.


Da quello che sono riuscito a comprendere, credo che il primo approccio di Wim Hoff sia stato proprio con questa respirazione.



A questa fase segue quella della doccia fredda, si inizia con poche decine di secondi  e poi la si “sopporta” per alcuni minuti.


Terminata la doccia fredda si chiude il ciclo con la spazzola. Bisogna spazzolare il corpo a secco, con una spazzola di setole naturali, una di quelle spazzole con il manico smontabile che si usano per fare il bagno. Il corpo va massaggiato in tutte le direzioni per almeno 10 minuti, dal capo ai piedi, davanti e dietro.


La pelle è l’organo più grande e pesante che abbiamo, sotto la pelle c’è gran parte del sistema immunitario. I punti di agopuntura raramente oltrepassano, in profondità, la pelle. La tecnica della spazzola la imparai dal Dottor Bernard Bricot ad un corso e da allora l’ho sviluppata in varie versioni, tutte ad alto rendimento, con grande soddisfazione per i praticanti. Con i bambini è miracolosa, con gli adulti, oramai “induriti” e meno pronti al cambiamento, più lenta ma inesorabile nel raggiungere gli obiettivi. Uno è l’esterocezione cutanea. Un’altro è la tonificazione muscolare.


Questa metodo, in quattro parti, non lo uso con tutti gli atleti e clienti, solo con quelli che hanno disciplina, agli altri che non possiedono questa qualità,  devo prima insegnare la disciplina…dopotutto è per questo che si rivolgono a me.


Le ricerche danno delle indicazioni molto precise sulla respirazione e sull'esposizione al freddo.

Aumento moderato delle difese immunitarie e rilascio di adrenalina se l’esecuzione avviene al mattino, in esercizi eseguiti durante la giornata questo rilascio non avviene o è insignificante.

Migliora la predisposizione a sopportare eventi stressanti, e carichi di lavoro intensi. Si abbassa la frequenza cardiaca. 

Con questa sequenza ho  notato una migliore risposta sia nella freschezza mentale che nella  capacità di recupero fisico dopo sforzi intensi ripetuti.



Così decidi tu se e quando essere un eroe, senza fare la fine dell’eroe.


Immagini da Pexels. #gaetanorosace  #wimhoff #posturologia #performce

giovedì 13 gennaio 2022

Il super potere inaspettato

Il super potere…inaspettato







Ogni tanto ti capitano anche i “non risultati”o i risultati incompleti. Te ne racconto uno.


Questa storia  è stata  più formativa di almeno 10 corsi di comunicazione. Da questo “non risultato”  ho tratto degli insegnamenti che mi hanno permesso di aggiustare il tiro e migliorare tantissimo come professionista.


Prima regola: anche se fai le cose per bene non è detto che il risultato sia quello che ti aspetti.


Un mio conoscente  porta da me la madre: faccio una valutazione e organizzo un piano di lavoro.


La signora migliora rapidamente, va tutto meravigliosamente bene, in quel caso, al lavoro sulla postura ho abbinato alcune sessioni di cranio sacrale,  una tecnica che uso, con grandi risultati, come mezzo di recupero per i miei giocatori.  


Mancava l’ultima  seduta per organizzare gli esercizi di mantenimento e stabilizzare per sempre i risultati, ma la signora sparisce.


Non ci faccio caso.


Tre o quattro mesi dopo riappare, ricominciamo, torna subito in forma, e ancora una volta poco prima di finire sparisce.  


Riappare nuovamente qualche mese dopo, e prima di cominciare le chiedo spiegazioni. é vaga,  Aggiro  gli ostacoli, ponendo le domande in modo differente, ed ecco la risposta che non ti aspetti.

 


Quando si lamentava per i fastidi, aveva tutti i familiari intorno a lei, tutti preoccupati e premurosi. Quando stava bene sparivano tutti. 


Preferiva stare male perché questo le dava un potere. Per esercitarlo non poteva stare bene.


La signora non era pazza, usava inconsciamente una strategia che ho incontrato più volte nei trenta anni seguenti.  Ho visto altri clienti, anche atleti usare questa strategia. 


Attenzione! non significa inventarsi i mal di testa o altri acciacchi, o fare harakiri sul lavoro. Significa, sempre inconsciamente, boicottarsi e così adoperarsi ad esempio per per farla pagare a chi sta accanto; oppure fallire  per la paura di fare risultato; oppure bloccare persone che altrimenti sarebbero libere di vivere la loro vita. 


Ecco il super potere…che non ti aspetti 


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Foto di Pexels 


mercoledì 12 gennaio 2022

Il posturologo con la sfera di cristallo

 

 


La sfera di cristallo del posturologo

Ragionare realmente sulla postura, permette di  capire cose  che chi pensa che basti solo la posturale, nemmeno immagina. Attenzione! Non ho nulla contro la posturale, che anzi  integrerei con la “vecchia” ginnastica educativa.  Dico solo che sono mondi diversi. 


A volte, valuto dei ragazzi, e nel mentre, dico alle loro madri: ha avuto un parto cesareo, non ha gattonato, è un ragazzo introverso, pensa molto prima di agire … oppure: ha avuto un parto con un impegno importante. Da piccolo era ipercinetico. O ancora,  prende le cose di petto, è frettoloso, va bene in matematica, non ama le materie umanistiche… Al che vedo lo sguardo  interrogativo del ragazzo verso la madre, come chiedere: ma questo chi è? Ha la sfera di cristallo? Capita che verbalizzino proprio la domanda.


Faccio questo lavoro da trenta anni (30) e ho imparato a leggere chi mi sta di fronte. La postura è anche questo. Inizialmente mi basavo sulle opere di Lowen,  poi  ho scoperto una moltitudine di studi che ho agganciato, intelligentemente, alla posturologia. Si perché la posturologia non è quella cosa che  rende tutti alti biondi, diritti e con gli occhi azzurri. La mia di sicuro non lo è! La mia è l’arte di migliorare il prossimo. Facendolo a  360°.


Il corpo parla, si racconta. Il diaframma, parla di te, per come si contrare o si rilassa mentre respiri. Per aiutarlo bisogna ascoltare molto di più di quello che dice:  il tono di voce e le parole che usa. Ad esempio osservare i gesti: se afferra le cose rapidamente oppure lentamente, se le tocca timidamente oppure in modo risoluto… E tu ti chiedi:  che cosa centra con il mio mal di schiena o con la gran fondo che devo correre domenica? C’entra perché il tuo risultato non è solo li dove hai l’ernia, o nelle tue gambe stanche al termine del gran premio della montagna, ma è in altre parti del tuo corpo e tu  lo stai comunicando.



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sabato 8 gennaio 2022

Il mistero del ginocchio traballante




Storie

Il mistero del ginocchio traballante


Anni fa lavoravo esclusivamente con le società sportive ed ero io ad occuparmi anche delle rieducazioni. Facevo solo quello,   nei pochi momenti liberi  facevo freediving e la notte  studiavo.


Ho rieducato tantissimi atleti che avevano rotto i legamenti crociati, sembrava una moda romperseli…tanto che ho creato un protocollo specifico, che è un portento per i risultati che da, lo trovi sul mio canale YouTube.


Uno di questi giocatori,  simpaticissimo, una  vera testa d’asino, a circa tre mesi dall’intervento aveva recuperato quasi completamente,  eravamo tutti molto soddisfatti, tanto che  stavamo programmando il rientro, quando, una mattina,  mentre faceva un esercizio, dice di avere fastidio. 


Stupito,  gli chiedo cosa avesse, e mi  risponde  che sente il ginocchio molle… lo faccio controllare dal medico e questo mi dice che  il ginocchio non è stabile come nei giorni precedenti, e che non capisce come possa essere accaduto. 


Interrogo nuovamente il ragazzo dice di avere avuto degli incubi e che forse ha dato calci nel sonno…

Poi, poco dopo, cambia versione e  dice che forse era stato il cane a dargli una testata… poi ha provato a farfugliare altro,  al che, io, scocciato l’ho mandato a quel paese e sono andato via.


Alla fine della fiera, recuperò nuovamente e tornò a giocare.


Questa cosa per me è diventata un tarlo nella mente.  Dovevo   capire  dove stava  l’errore.


Facciamo un salto temporale di tanti, tanti,  anni e arriviamo ai giorni nostri. 


Ho incontrato l’ex giocatore poco tempo fa, e mi ha confessato  tutto. Mi ha detto che si era fatto male cadendo da un cancello che stava scavalcando…


Il mio cold case è stato risolto. Finalmente! Il colpevole  è il deficiente.


Non ho indagato sul perché scavalcasse un cancello, spero per lui che stesse  inseguendo, o scappando da qualche perizoma… o conoscendo il tipo, chissà per quale stupido motivo goliardico e molto meno romantico. 


Chissà se ne è valsa la pena.


#gaetanorosace #preparazionefisica #preparazioneatletica 


Immagine dà Pexels 

venerdì 7 gennaio 2022

Il ginocchio dello chef cestista


 



Storie


Il ginocchio dello chef cestista


Questa storia la racconta direttamente un mio amico, mio ex  giocatore, Francesco Inguaggiato, che ora vive e fa il ristoratore nel Texas, se vi trovate da quelle parti andate a trovarlo per mangiare anche siciliano e non solo Tex-Mex. 


Cercate Bellino’s a Corpus Christi e a Rockport e non ve ne pentirete.


Ecco che dice:


“Conosco Gaetano Rosace da più di vent’anni. Era il mio preparatore atletico ai tempi della mitica Assitalia Barcellona nel  campionato di pallacanestro di serie B. 


Un anno fa lo contattai per un problema al mio ginocchio (era instabile, scattava, non potevo neanche correre). All’età di 52 anni mi sentivo troppo giovane per un “ knee replacement “ così mi era stato consigliato qua in America. 


Così decisi di chiedere aiuto a Gaetano. 


Semplicemente con degli esercizi di: postura, potenziamento, rinforzamento ecc. con una scheda fatta ad hoc per me, inviatami dall’Italia, Gaetano  riuscì’ a risolvere il mio problema… in poco più di 2-3 settimane il ginocchio smise di “scattare” e potei riprendere un attività’ normale. 


Come si dice qua dove vivo “ UNBELIEVABLE”. 😊


I miei ex atleti,  se hanno qualche problema tornano sempre da me, e se non possono venire materialmente mi contattano, perché sanno che in qualche modo riesco a sistemare le cose. 


Una volta chiesi ad uno di loro, Claudio, che mi contattò per un’emergenza, via whatsapp, se aveva a disposizione molto ghiaccio e mi fece una foto di dove si trovava … era a fare trekking su un ghiacciaio in Patagonia…


In pratica come spiegherò in qualche post più avanti, parte del mio lavoro lo svolgo a distanza, dopotutto Reggio Calabria non è più facilmente raggiungibile… 


Ho costruito un sistema personalizzato basato su protocolli e procedure che da ottimi risultati, ha un solo difetto… deve essere messo in opera, eseguito, applicato, per ottenerne i benefici. 


E’ costituito da cose semplici, organizzate in modo sistematico e concatenate secondo una logica che lo rende funzionale.


Funziona! 


#gaetanorosace #preparazioneatletica #posturologia 


  La prima novità del 2024 è la confezione di un programma, acquistabile solo   online, adatto a sciogliere i nodi posturali più frequenteme...