martedì 6 gennaio 2015

Io il divano e la Ferilli


Eccoti lì, lo sapevo! Con l'occhietto vispo e l'espressione tra l'incredulo e il curioso, stai pensando: che c'entra Gaetano con la Ferilli????

Intanto ti faccio notare (punisciti! Datti uno schiaffo) che hai già cancellato dalla tua mente il divano. 

Chi si occupa di comunicazione la chiama cancellazione selettiva, chissà perché hai cancellato il divano e non la Ferilli? 

Mah, siamo proprio maliziosetti, eh? Intanto, la Ferilli è la Ferilli, non possiamo dirle niente; ti piacerà, non ti piacerà, pazienza. Bellissima donna, mediterranea, sensuale non si discute, e poi da quando fa la pubblicità dei divani, la amo alla follia. 

No no, non fraintendere, non mi vedo sul divano con la Ferilli a prendere tea e biscotti.

 E basta! Falla finita e non pensare sempre lì, alle molle, niente test delle molle. In questo caso, è solo il divano che ci interessa.

Sì perché, sai, si dice che il cane sia il migliore amico dell'uomo; io dico che chi fabbrica i divani (il divaniere o come si chiama lui) è il miglior amico del posturologo.

Non capisci? Aspetta, ti spiego: ti è mai capitato di addormentarti sul sofà? Che bella sensazione, vero? Un poco meno al risveglio con il collo tutto incriccato da un lato, ci metti sempre un poco a riprenderti. Ecco, un sofà in ogni casa è lavoro assicurato per il posturologo. Ed ecco l'amore per Sabrina, hai capito ora? È la testimonial ideale di chi come me si occupa di colli e schiene incriccate, la sua sensualità evoca sontuose, comode ottomane e sonnellini ristoratori con il collo in posizioni da contorsionista bulgaro con la scoliosi galoppante e nitrente.

Pensa, anni fa uno dei miti del design dei nostri tempi, Philippe Starck, intuendo questa cosa, ha fatto un divano in plastica: il Bubble. Philippe Starck ha asserito in una intervista che il divano non dovrebbe esistere perché il passaggio naturale sarebbe dalla sedia al letto, e quindi ne ha fatto uno in plastica. Bella teoria. Ma non so, non sono convinto, anche perché io ho provato a dormire anche su quello di plastica per verificare la correttezza della cosa dal punto di vista scientifico, e dormire mi viene bene, molto bene... ne ho comprato uno. Starck ha fatto centro.

Poi come fare a non schiacciare un pisolo su quel canapè così invitante? Addormentarsi davanti a un gran premio di Formula 1 o mentre guardi una vecchia puntata del Costanzo Show, o un bel documentario sul ragno marinaro della Papuasia del nord, che goduria…

Quando mi capita di liberare e rimettere in postura colli rigidi come la catena di un Ciao Piaggio del '73, che sta fermo all'aperto da circa 40 anni, al termine della sessione, con i clienti pieni di gratitudine, perché potranno guidare e di nuovo fare la marcia indietro da manuale, io serio dico: "Mi raccomando questa sera niente divano." Vedo passare un lampo di smarrimento nei loro occhi, che sembrano quelli di Bambi al cospetto di un cacciatore vichingo, e mi dicono ingoiando un singhiozzo: "Sigh... devo stare sulla sedia?" "Sigh..." Ed io serio, "Per questa sera seduti composti." E vanno via dallo studio mogi mogi, certi che la serata non sarà la stessa, anche se con il collo libero.

Lo so, è un duro lavoro e qualcuno deve farlo; è la parte più difficile per me, sottrarre le stanche membra dei miei clienti all'avvolgente canapè, ma ne faccio quasi una ragione di stato, pena telefonata mattutina tipo quella che ho ricevuto tanti anni fa, prima di capire lo stretto rapporto tra divano e torcicollo. "Pronto, buon giorno prof, sono... ci siamo visti ieri, stavo benissimo, non ho mai dormito meglio in vita mia, come un bambino, però mi sono svegliato bloccato." Ed io, "Dove ha dormito?" "Sul divano." Ok, ho capito... venga che la riallineo, ma niente divano per 3 giorni!

Chiedete ai vostri familiari di farvi fare una foto appena vi addormentate sul divano e poi facciamoci due risate; non sospettate minimamente le posizioni assurde che riuscite a prendere, altro che... come si chiama quella cosa indiana? Ancora? Ma basta! Ma sempre lì stai a pensare? Lo Yoga, mi riferivo allo Yoga.

Anni fa avevo un calciatore con un mal di schiena "insistente," nel senso che lo sistemavo il mercoledì, stava benissimo, giocava la domenica e poi il dolore tornava ogni martedì. Io, vestiti i panni del tenente Colombo, ho iniziato le indagini di rito. Qualcuno, già lo so, dirà: ma quale Colombo? Come Kojak. Non ho parole... Bastardo!!! Lasciamo correre, ed io, indagando indagando, ho scoperto che il simpatico burlone il lunedì tornava a casa sua e dormiva sul divano, un vecchio divano tutto sfondato, ma compagno di tante notti davanti alla tele. Sofà che immediatamente si avviò verso la discarica del suo comune con la mia benedizione accompagnatoria (ancora le isole ecologiche non erano emerse dal mare di pattume in cui navighiamo oggi). Mal di schiena sparito definitivamente.

Di storie di colonne vertebrali e divani ne ho centinaia, tanto che appena in studio mi arriva qualcuno bloccato, da come è bloccato posso dire: tipo di sofà, colore, giorno, mese e anno di costruzione e anche il nome di battesimo dei nipoti dei trasportatori. Poi ci sono i ragazzini e il divano. Che futuro roseo che aspetta chi si occupa di schiene annodate, grazie ai ragazzi che stanno sdraiati lì su a giocare con il tablet o a messaggiare con il telefonino, tutti accartocciati e aggrovigliati sui divani come bisce alla sagra dell'anguilla. E pensare che quando ho iniziato a occuparmi di postura, molti medici mi deridevano, dicevano con un sorrisetto sarcastico: "Che è sta cosa? La postura? Il post-urologo è quello che viene dopo dell'urologo? Non funzionerà mai! Lascia perdere!" Non sapevano gli stolti, che a furia di dormire e incriccarsi sul sofà, buono si sarebbero rimangiati tutto, tra un sigh e l'altro, sono stati i primi a chiedere aiuto.

Bella invenzione il divano, comodo, invitante in tutte le sue forme: capitonné, angolare con chaise longue, stile Bauhaus, due o tre posti, tutti, anche i più scomodi, prima o poi accoglieranno il tuo collo e la tua schiena ritorti come quella di un gatto artritico. Ma tanto, che te lo dico a fare? Poi lo so, ci dovrò pensare io... ma non a obtorto collo.



foto di Alba Soler on flikr le funzioni del sofà

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