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La postura al tempo del digitale


Ho Letto un articolo molto interessante, su Wired Life, si rifà a sua volta ad uno studio che identifica la cattiva postura da era digitale dovuta a l'utilizzo dei nostri nuovi dispositivi di produttività e svago.
Stiamo affrontando un cambiamento epocale nel  modo di usare il corpo ed il tempo a disposizione; essere sempre connessi, con strumenti leggerissimi, ci porta ad assumere pose che avrebbero fatto inorridire qualsiasi educatore di soli 10 anni fa.


L’articolo a firma di Simone Cosimi, ti consiglio di leggerlo, lo trovi a questo link: le nove facce  dela tecnopostura  inquadra nove posture tipiche di chi usa device digitali e non adotta posture corrette e favorito dalla portabilità degli strumenti si abbandona a pose rilassate.

Ad esempio le posture 1, 4 e 8 sono posture molto in voga tra i miei clienti. Quando in fase di colloquio faccio le domande che mi servono per collocare la postura del cliente all’interno di un modello funzionale o meglio disfunzionale, queste saltano fuori spessissimo. Il disturbo collegato è sempre lo stesso, area L5/S1 posteriorizzazione della base del sacro e riduzione o inversione della lordosi lombare. Il soggetto non riesce ad uscire dalla postura ( raddrizzarsi) e quando ci prova sente dolore. 
Prima le ritrovavo nei piastrellisti e nei posatori di parquet, perché, appunto, rimanevano molte ore in una posa che favoriva lo scivolamento posteriore della base del sacro.

Riconosco bene anche le altre immagini, ma si tratta di posture più subdole che agiranno lentamente ed in modo inesorabile, nel provocare disturbi sia alla colonna che agli arti, ma anche  possibili ripercussioni sugli organi interni.

La tecnologia ci sta cambiando, pensa a come usiamo i pollici da qualche anno a questa parte! 

Tutto cambia troppo velocemente, non abbiamo il tempo di adattarci senza subire queste posture" comode" fatte di torsioni e flessioni spropositate e protratte nel tempo.
 Sono sempre di più gli adolescenti che arrivano con problematiche posturali che prima erano appannaggio dei cinquantenni.
Nel futuro, prevedo, un aumento esponenziale delle assenze dal luogo di lavoro per patologie derivate da posture errate, già adesso vedo in studio tante persone che pure non facendo lavori pesanti o sport presentano disturbi articolari e fenomeni di usura di cui non si capacitano.

 Le cattive posture agiscono lentamente ma in modo inesorabile, consumano e corrodono senza che uno se ne accorga.

Bisogna lavorare in prevenzione, riscoprire il corpo ed il movimento consapevole, non basta provare a stare seduti “in modo corretto” bisogna ritrovare la coscienza del corpo, in caso contrario saranno dolori. 


C’è tanto da fare. Muoviti!

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