Buona Lettura

sabato 31 ottobre 2009

trauma muscolare, come recuperare velocemente.

I tempi di recupero un trauma muscolare sono sempre un problema, specie quando si tratta di atleti professionisti.
Affrontare con serenità il recupero di un atleta infortunato muscolarmente è difficile, se la stagione agonistica incombe, è recuperare velocemente può essere un'arma.

Ma quali sono i tempi fisiologici?

Secondo Banks, le fasi di guarigione di una lesione tre. Attenzione fa riferimento ad una grave lesione con interessamento della parte tendinea, però rende chiari i tempi biologici di riparazione. Cerco di renderla più semplice possibile.

  1. fase infiammatoria, divisa in due periodi. Il primo di circa tre giorni durante i quali avviene la prima cascata di fattori di crescita a seguito della comparsa delle piastrine. Il secondo periodo dura circa dieci giorni ed è il periodo di attivazione dei fibroblasti.
  2. la seconda fase si sovrappone con la prima e dura da uno a due mesi, in questo periodo si forma il tessuto di granulazione (capillari e collagene), che prodotto in forma massiccia si deposita dentro ed intorno alla ferita.
  3. l'ultima fase è quella di rimodellamento, durante la quale diminuisce la proliferazione cellulare e la lesione viene "ripulita" e gradatamente recupera la forza strutturale del tessuto. Un tendine può recuperare in 6 mesi il 50% della forza che aveva prima e impiegare fino a due anni per raggiungere il 100%.
Ho evitato di elencare tutti i fattori biochimici della fase di guarigione, però dai brevi appunti, si capiscono alcune cose: tanto più vicino all'inserzione sarà il trauma tanto più lungo sarà il periodo di recupero; quando un'atleta rientra in campo, se si trattava di una lesione legamentosa, non rientra "guarito" ma bensì "funzionale", perché tutto il percorso di rieducazione e allenamento eseguito, hanno contribuito a sopperire l'eventuale deficit di forza.

E i rientri in campo miracolosi?

Effettivamente c'è ne sono, pochi, come ci sono anche le ricadute, molte.

Come accelerare i tempi senza strumenti da fantascienza e senza rischiare ?

Con tanto lavoro. e tanta pazienza. Di seguito alcune regole da seguire.

  • non fumare, il fumo diminuisce l'apporto nutritivo alla zona interessata;
  • valutare attentamente con il medico se usare antinfiammatori, se lesione c'è, il processo infiammatorio ha una sua ragione di esistere, (ricordi i primi 10 giorni?) bloccarlo con un farmaco che interrompa la risposta organica al trauma è da valutare attentamente; ricordo che le prostaglandine sia buone che meno buone sono bloccate dai FANS, quindi la valutazione caso per caso è necessaria.
  • stiramento fasciale, non della zona interessata naturalmente, é risaputo che lo stiramento delle fasce rilascia prostaglandine buone, e che una volta in circolo possono aiutare il sistema a recuperare prima.
  • utilizzo di dieta adeguata, è fondamentale redigere un piano alimentare ;
  • uso di integratori alimentari, in special modo vitamine e minerali adeguati;
  • utilizzo di rimedi naturali per diminuire l'infiammazione senza bloccare gli effetti benefici della stessa, vedi tecniche con scambi termici, impacchi, fitoterapia (attenzione ai principi attivi delle erbe utilizzati, alcuni possono essere nella lista delle sostanze dopanti;
  • iniziare precocemente l'attività motoria, che deve prevedere: assenza di dolore, intensità bassa, movimento degli assi articolari congruo, e mi ripeto assenza di dolore, stringere i denti serve solo a non recuperare o farsi ancora male..
  • approfittare della situazione per lavorare sull'allineamento corporeo, su un controllo dei denti e dell'occlusione e sulla sensibilità esterocettiva.
  • lavorare sul sistema linfatico, sul sistema venoso e sul connettivo.
  • mare, spesso anche in pieno inverno porto gli atleti al mare, a fare esercizi in acqua. Coon le dovute cautele, naturalmente.
E' prioritario evitare il riposo assoluto, con un controllo medico a cadenza giornaliera è possibile tutelare l'atleta da esercitazioni dannose, deve essere applicato un carico adeguato ad un mantenimento del livello di fitness.

6 commenti:

FsmOk on 13 dicembre 2009 06.48 ha detto...

Ciao, ma per una lombagine che tipo di stiramenti si possono fare?
esempio stretching per spalle e pettorali e ..??

Grazie

Gaetano Rosace on 13 dicembre 2009 08.19 ha detto...

dipende dall'origine. Se di tipo viscerale, lo psoas ad esempio, se respiratoria invece deve essere lavorato principalmente il diaframma, se podalica devi lavorare sulla catene muscolari degli arti inferiori in pertono. In alcuni casi c'è da lavorare sui muscoli della mandibola, in altri sulla muscolatura del collo, di solito l'ultima cosa da allungare è proprio la muscolatura dei lombi. Lo stretching non basta, bisogna fare anche un lavoro propriocettivo mirato. Senza una valutazione approfondita si ottengono pochi risultati.
ciao e grazie per l'interessamento.

FsmOk on 13 dicembre 2009 09.05 ha detto...

Grazie.
Ma il disturbo diagnosticato da un ortopedico, medico dello sport e fisioterapia, mi ha prescritto dei raggi sulla col.lombare e poi dei farmaci antiinfiammatori... ma gli ho spiegato che il disturbo c'è anche sul gulteo e bicipite femorale destro e alla domanda da parte sua se certe volte sento dolori disturbi lungo tutta la gamba ho detto SI.
Per cui ho sospeso le attività fisiche... oggi ho fatto una passeggiata in montagna senza sentire niente. Sulla natura della lombagine, non me l'ha detto ma quando faccio i raggi glielo chiedo.

Scusa arti in pertono cosa significa?

ciao e grazie per la risposta

Gaetano Rosace on 13 dicembre 2009 09.24 ha detto...

ciao, ipertono significa che alcuni muscoli hanno una tensione più alta di quella che dovrebbero avere normalmente. L'ortopedico ha fatto bene il suo lavoro. Sul tipo di origine, questa viene valutata in modo differente. Quello che stai seguendo tu è il protocollo standard, quando questo non ha effetto in genere si cercano le cause posturali.

Anonimo ha detto...

ciao...
ieri in palestra, mentre facevo addominali ho avvertito come un taglietto sulla parte bassa degli addominali.
Ho sospeso subito l'esercizio dedicandomi ad altro.
Ad oggi, in posizione di relax nn avverto nessun dolore, come provo a sforzare un pò l'addominali mi sembra di avere un coltello infilzato.
Il medico mi ha detto che si tratta di un piccolo strappo, e che devo stare a riposo assoluto.
Il mio problema è che ho molte gare in programma e anche esami per assistenza bagnanti.
C'è un modo per recuperare (nn dico al 100%!!) in modo che il dolore possa essere sopportabile??
tipo esercizi alternativi o qualcos'altro??
Ringrazio anticipatamente e in attesa di risposta.
FRENK.

Gaetano Rosace on 11 febbraio 2010 10.13 ha detto...

ciao, per prima cosa dato che hai delle cose da fare (gare ed esami), puoi, dopo averne parlato con il tuo medico, fare una valutazione ecografica per quantificare l'eventule lesione. Dopo puoi programmare il lavoro, escludendo gli addominali e utilizzando macchine ed esercizi che li sollecitino poco o meglio niente. Nel caso fosse una lesione di poca entità, un ottimo ausilio sia per accelerare i tempi di guarigione che per permettere un poco di lavoro fisico è il kinesiotaping, posizionato da mani esperte può fare miracoli. Non fare assolutamente addominali però.

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