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iper-gravita e ipo-gravità (sport)

Ragionando sul rapporto forza/velocità, alcuni anni fa portai avanti una serie di lavori a carattere sperimentale con alcuni gruppi di giocatori, ero inspirato dai lavori in ipergravità fatti da Carmelo Bosco in Finlandia, oltre venti anni prima, e volevo vedere cosa ne veniva fuori.

Feci eseguire 3 tipi di esercitazione, la prima classica con sovraccarico 30% del B.W. (peso corporeo) il sovraccarico era rappresentato da comuni bilancieri e/o giubbotti zavorrati. Per la seconda tipologia di lavoro utilizzai degli elastici (4) fissati a terra secondo i punti cardinali, che trattenevano l'atleta alla cintura, e per la terza utilizzai degli elastici in puro latex da 20 mm con un carico di 60 kg corrispondente ad un fattore di allungamento del 300 %, che avevo fissato con un capo al soffitto e con l'altro ad un'imbracatura da alpinista, in questo caso gli elastici erano tesi per sottrarre il 30% del peso dell'atleta.

Le esercitazioni prevedevano: lavoro ipergravità e successivo transfert tecnico, lavoro in ipogravità e successivo transfert tecnico, lavoro tecnico in ipergravità. e lavoro tecnico, molto limitato, in ipogravità. Le sensazioni percepite dal lavoro furono molto buone, i lavori in iper-gravità provocano un'attivazione immediata neuromuscolare, per cui il giocatore si sente per qualche istante più veloce e potente (specie i lavori con gli elastici fissati a terra), i lavori in Ipo-gravità sull'esercizio tecnico creavano un problema di gestione della velocità di movimento che diveniva molto alta ed inusuale.

le due possibilità di lavoro possono essere sfruttate bene in fase di transfert dell'elemento tecnico, con atleti in prossimità della fine del proprio ciclo di maturazione. Faccio presente che in quel caso non è stato utilizzato alcun metodo scientifico di valutazione. Forse in futuro....
Questo post contiene accenni ad esercitazioni che eseguite senza il controllo di un responsabile esperto certificato e l'approvazione di un medico possono risultare pericolosi.

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