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Allenamento, piedi, piattaforme instabili. (categoria sport)



Articolo riscritto nuovamente il 13/10/14
sostituisce articolo del 5-4-09

Allenamento dei piedi .... con le piattaforme instabili .... effettivamente ne è passato tanto di tempo dalla mia prima piattaforma instabile, costruitami da mio padre, per recuperare meglio da una pubalgia devastante che mi aveva bloccato per mesi ( allora ne capivo poco  e sperimentavo tanto) sono passati circa 24-25 anni, e fino a quel momento la ricerca di instabilità la facevamo correndo nei torrenti in secca, saltellando tra ghiaione e piccoli massi, correndo sulle sponde di cemento inclinate dei torrenti o camminando sull'inferriata che delimitava la pista di atletica del campo scuola, queste e molte altre sciocchezze giovanili.

Attenzione, allora non avevo alcuna idea precisa sull'argomento, sentivo di dover migliorare l'equilibrio e la propriocezione e mi inventavo di tutto. 

Quando sono passato agli sport di squadra ho iniziato ad usare le pedane di freeman, le meduse, i sombreri messicani, di tutte le altezze e dimensioni, uno ad esempio aveva  un diametro di 150 cm, un vero e proprio disco volante, i Bosu e  anche i trampolini elastici sui quali ho fatto passare ore su ore agli atleti.

Penso sia il momento di fare un consuntivo.

E' stata una grande esperienza, che ha portato ad arricchire le conoscenze ed estremizzare le esercitazioni, tanto che i miei lavori di forza negli ultimi anni hanno avuto sempre di più elementi di controllo del corpo.

Bisogna essere chiari su alcuni concetti.
  1. se si fa un lavoro di forza, una volta acquisito il gesto, si può migliorare il controllo del corpo utilizzando Gym Ball, pedane oscillanti, pedane di equilibrio e così via; questo tipo di esercitazioni è molto indicato nei giochi sportivi, dove l'alta velocità in spazi ridotti richiede appunto maggiore controllo del corpo, però questo vale solo per i lavori in sala pesi.
  2. Non facciamo confusione con i lavori in campo dove non ci sono le pedane e le Gym Ball, quindi bisogna sviluppare l'equilibrio e la propriocezione sopratutto su pavimentazioni da gara, lisce. La fantasia non manca a nessuno ed è fondamentale estremizzare le condizioni di gara, abituando l'atleta a non stare in equilibrio ( non serve) ma a recuperare il disequilibrio.
  3. Cambiare continuamente gli esercizi e le metodiche. Se un atleta, ad esempio,  lavora solo su un arto, su una pedana di freeman, ma anche solo sui suoi piedi,  ci si accorgerà di un miglioramento repentino, con pochissimi cambiamenti sull'altro arto. Significa che stiamo allenando qualità estremamente facili da adattare  ma che possono diventare effimere proprio perché la loro facilità sta nella rapida specializzazione.
  4.  Gli esercizi sulle piattaforme instabili vanno usati in maniera specifica, non vanno usati quando non si sa che fare. Questo accade spesso in riabilitazione, si fanno fare ore di esercizio sulle pedane sperando che sortiscano qualche effetto, ma si perde tempo, perché gli effetti non ci saranno mai, proprio perché la specializzazione dell'esercizio  è elevata, e non avrà un'azione ad ampio raggio. 
  5. Mai fare lavori da funamboli,  tutto deve essere funzionale allo scopo dell'allenamento, il circo al circo.
  6. Mai fare esercitazioni pericolose, a volte i rischi possono essere maggiori dei probabili benefici.
Allenare l'instabilità è utile, ma sarebbe il caso di sapere sempre cosa si vuole ottenere dall'allenamento, e quale parte della neuro-anatomia ripassare prima di scrivere un programma.

La foto è Balancing act di
Sharon Mollerus






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