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leggere bene e usare il senso critico sui social

 Il mondo social ha grandi pregi e grandi pecche, l’aver dato parola a tutti, come luogo virtuale di libero sfogo è una pecca.
Come diceva Umberto Eco: “Con i social parola a legioni di imbecilli” frase che non ho mai condiviso, perché gli imbecilli parlavano pure prima, e non solo al baretto sotto casa, e parleranno anche dopo, perché la democrazia per fortuna è anche questo.
Allo stesso tempo, aver dato parola a tutti è un pregio e un vantaggio specie per chi tra il cazzeggio e le cose serie usa i social in modo produttivo, per se e per gli altri, sfruttandone il potenziale.

Il punto è che bisogna iniziare a capire che quando si parla su un social non si fa un discorso tra se e se. Gli altri leggono o ascoltano e quindi bisogna spiegare cosa si dice.
Uscirsene con frasi ad effetto, buttate li, non ha molto senso, specie se si pensa di essere dispensatori di sapere.
Contestualizzare o avere un filo logico in quello che si publica è necessario, il lettore attento saprà coglierlo.

Tornando alla mia materia, per lavoro devo leggere e studiare molto, sia libri che ricerche, ogni giorno e senza soluzione di continuità, e rimango spesso colpito da quello che leggo e da come spesso molti dati siano interpretati male.

A volte vedo dati strumentalizzati, ed in questo caso è facile ricondurre tutto alla mala fede di chi ripubblica in modo distorto per fini personali, altre volte vedo i talebani di quella materia che seguono questa o quella corrente “filosofica”, altre volte saltano fuori delle vere e proprie incomprensioni dello scritto che si cita, per fretta o per ignoranza manifesta.

Leggere con senso critico è necessario. Sempre se si possiede un senso critico. Non basta impossessarsi dei risultati o del pensiero altrui.

Se si vuole dimostrare qualcosa si hanno a disposizione due modi:
con i risultati. Ottenuti attraverso il metodo empirico. Intuizione ed applicazione.
Con a ricerca. Ottenuta tramite il metodo cartesiano, matematico.

I risultati ottenuti con il metodo empirico o scientifico, nel mio ambito professionale, devono essere costanti e ripetuti per più anni, altrimenti come direbbe qualcuno “ anche un orologio rotto segna due volte al giorno l’ora esatta”.

I risultati ottenuti con la ricerca devono essere letti in funzione dei parametri della ricerca. E qui bisogna spiegare cosa si intende per parametri.

Una ricerca deve essere basata su un numero adeguato di soggetti esaminati, più sono e meglio è. Se facciamo una ricerca su una o due persone non è una ricerca, è una valutazione senza finalità statistiche; se invece analizziamo all’interno di un meccanismo un solo ingranaggio avremo contezza di quell’ingranaggio, ma non sapremo come quell’ingranaggio influenza a distanza il moto degli altri.

Poi altra cosa importante è come vengono estrapolati i risultati.

Faccio un esempio comprensibile a tutti, simulando una ricerca:
Obiettivo della ricerca:

i tacchi fanno venire il mal di schiena?

Simuliamo. I soggetti della ricerca saranno 50 donne in salute che indosseranno scarpe con tacco 12 cm per tot ore al giorno per tot giorni.
Al termine risponderanno ad un questionario.
Criteri di esclusione dalla ricerca , bla bla ecc. Nelle ricerche serie bisogna inserire i criteri di esclusione, altrimenti non è una ricerca seria...

Risultato finale del test: 37 donne hanno accusato mal di schiena contro 13 che non lo hanno avuto.

Qual’è la conclusione?
Il tacco 12 fa venire il mal di schiena. Ta ta ta tan!!!

Una ricerca così sui social scatenerebbe un putiferio, o vere e proprie crociate tra idioti, gente che non capisce il significato dello scritto e talebani delle ballerine o del tacco 12.

Invece?

invece comincia a leggere tra le righe della ricerca senza strumentalizzarla prima del tempo.
Inizia a cercare se la ricerca ha un gruppo di controllo, ovvero se c’è un gruppo di donne che è stato monitorato per lo stesso periodo di tempo indossando le scarpe che preferivano ed in che percentuale hanno avuto mal di schiena, se lo hanno avuto.
Poi controlla l’età del gruppo di donne, se omogeneo o eterogeneo.
Attività lavorativa di chi ha avuto mal di schiena e di chi no.
L’altezza, per capire se hanno utilizzato persone alte uguale o con forti differenze, così come per il peso e poi un’indagine così non può essere fatta ( anche se l’hanno fatta ...) senza fare uno studio morfologico posturale, perché esistono posture che funzionano con il tacco e posture che funzionano con le ballerine, e se nelle 50 donne predominasse un tipo rispetto all’altro e il ricercatore non ne avesse tenuto conto?

Come si vede ci sono molti parametri che possono influenzare un risultato e vanno valutati tutti, senza prendere a prestito solo quello che conviene.

E quindi?

Prima di citare qualcuno a sproposito bisogna essere nella posizione di poterlo fare.
Prima di scrivere citazioni proprie, bisogna essere nella posizione di poterlo fare, l’ego manifestato sui social perché ti vanno bene due cose oggi dopo anni di ombre e docce fredde, non conta nulla nella vita reale. Leggasi bisogna avere risultati ripetuti nel tempo.
Prima di citare ricerche e fare o non fare le cose come indicato dai ricercatori, leggile bene e impara a fare l’avvocato del diavolo, facendo le pulci agli autori.
Per chi ha Fede, le parole dei santi o dei profeti si seguono senza avere le prove.
In scienza bisogna essere atei se non si vuole essere stupidi.

Altrimenti, vai ad infoltire la schiera dei soggetti citati da Umberto Eco.

E per finire ricordo che molte ricerche che alcuni anni fa erano considerate certezze assolute, ora dagli stessi che le hanno prodotte sono rinnegate, e dato che ad alcune ero presente non parlo per sentito dire.

Cum grano salis.






"Volendo seriamente ricercare la verità delle cose, non si deve scegliere una scienza particolare, infatti esse sono tutte interconnesse tra loro e dipendenti l'una dall'altra. Si deve piuttosto pensare soltanto ad aumentare il lume naturale della ragione, non per risolvere questa o quella difficoltà di scuola, ma perché in ogni circostanza della vita l'intelletto indichi alla volontà ciò che si debba scegliere; e ben presto ci si meraviglierà di aver fatto progressi di gran lunga maggiori di coloro che si interessano alle cose particolari e di aver ottenuto non soltanto le stesse cose da altri desiderate, ma anche più profonde di quanto essi stessi possano attendersi" Cit. Cartesio

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