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lesione muscolare, quando non guarisce


Possibile che un infortunio muscolare dia fastidio per anni? Una lesione che non guarisce mai completamente e che si ripresenta costantemente al minimo sforzo, sotto forma di strappo, stiramento o contrattura? O qualsiasi altro nome gli si voglia dare. Che costringa addirittura ad abbandonare l’attività sportiva?

Capita più spesso di quanto sembri.



Facciamo il punto,
 Normalmente se si verifica l’infortunio, sarà valutato dal medico specialista, con aggiunta di ecografia e spesso di RMN, sarà anche assegnata la terapia farmacologica e la fisioterapia, tutto procede perfettamente, il soggetto torna ad allenarsi e .... . si rifà male!!!

Si cerca di capire  dove si è sbagliato e si ricomincia con una buona dose di riposo, e con  nuova terapia; passa un poco di tempo, ed all’ennesimo tentativo di rientro, nuovo infortunio, a volte nello stesso posto altre un pò più in la o addirittura nell’altra gamba. Così via, dilatando sempre di più i tempi, cambiando medici,  fisioterapisti, terapie alternative ecc. a volte la cosa si trascina per anni.

Per prima cosa devo dire che la maggior parte di questi infortuni ha tre connotazioni:
  1. Un sistema posturale a limite dello stress, per usare degli esempi l’anello debole della catena si rompe, o il vaso pieno che strabocca.
  2. La fretta nel recuperare, senza aver ripristinato una postura corretta, e senza aver ripristinato un corretto funzionamento neuro-fasciale-muscolare
  3. Una cattiva terza fase, la fase di ripristino dell’attività sportiva. Le prime due fasi sono la diagnosi medica e la fisioterapia, al temine di queste due fasi si è solo a metà lavoro, e neanche, perché si pensa che la guarigione clinica basti, invece quella che conta è la guarigione atletica, mi si consenta il termine.

Che faccio?
Il mio metodo prevede questi passaggi, per comodità  partendo dal soggetto clinicamente guarito, quindi sano ma fragile!

  • Valutazione Atletico/chinesio/posturale, verifico tramite test  postura/struttura/movimento o come preferisco la bio-postura del soggetto comprendendo  il sistema cranio sacrale ed il sistema viscerale. Raccolti i dati e trovato un filo conduttore, preparo ed attuo un protocollo per migliorare la capacità di performance del sistema, cercando di capire il ruolo che il muscolo o i muscoli interessati assolvono all’interno dell’insieme.

  •  Verifico a livello locale lo stato del muscolo e preparo un protocollo di rieducazione (re)integrando la struttura e bilanciando il tono .

  • Agisco anche per per via riflessa con lo scopo di cambiare il modo in cui il sistema nervoso “vede” il muscolo o i muscoli in oggetto, e permettere al soggetto di attuare i propri processi riparatori.

  • Lavoro sulle convinzioni limitanti, da una mia ricerca, la maggior parte degli infortuni recidivanti hanno una grande componente emozionale, che stimola una sorta di relè che non permette un naturale ripristino dell'omeostasi.

Si recupera sempre e bene, con un poco di pazienza, ma ci si riesce, personalizzando all'estremo l'approccio.

A proposito del 4° punto.

Una delle frasi più comuni dette dai miei clienti è: “oramai penso che sia un problema psicologico” oppure: “ mi sono fissato” o ancora: “è la testa”

La testa e la psiche, c'entrano poco o almeno hanno una relazione con la lesione ma non è quella  che si crede.
Ci sono dei comportamenti inconsci, generati da convinzioni autolimitanti, che in questi casi sono spesso ripetuti, e sono questi comportamenti che rendono difficile il recupero.
 In fase di colloquio e di studio emergono fuori e bisogna lavorarci assieme al cliente per azzerarli e permettergli di uscire dall’impasse.

Buon Recupero

foto di ken slade su Flickr

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