Ritorno
sull'argomento adduttori affaticati e contratti, revisionando e ripubblicando questo post, scritto nel marzo 2012. In questi giorni ho avuto modo di sentire e
leggere molte “idee” sulla “gestione” di questi muscoli, e
come al solito trovo delle incongruenze di natura meccanica e
funzionale nei metodi di tonificazione e de-tonificazione di questi
muscoli.
L'argomento
interessa in particolare gli atleti, i preparatori fisici e gli allenatori.
Tutti
credono di dover allungare gli costantemente adduttori, prima
dell'allenamento, durante e dopo; sempre.
Funziona?
Non
molto, anzi, può fare danni.
Gli
adduttori non sono, come spesso erroneamente si crede, contratti, la
maggior parte delle volte sono invece indeboliti ed incapaci di
lavorare alla loro lunghezza funzionale.
Costringerli
in allungamenti forzati quando non lo necessitano è come sparare
sulla Croce Rossa.
In
alcuni soggetti, specie in chi è molto esplosivo e capace di grandi
accelerazioni, i glutei e il tensore della fascia lata sono
estremamente forti, rigidi e accorciati, costringendo così gli
adduttori a perdere tono e ad agire costantemente su lunghezze
eccessive.
Spiego
il concetto: un muscolo oltre che alla propria lunghezza funzionale
può stare in accorciamento per eccessivo tono, inspessimento della
fascia muscolare, aderenze fasciali, ecc.
Un
muscolo, invece, può rimanere bloccato in posizione di allungamento;
se l'agonista è accorciato, l'antagonista deve cedere tensione e
posizionarsi in uno stato che permetta all'agonista di lavorare;
questo stato, sarà di allungamento eccessivo, il muscolo sarà
bloccato in una dimensione maggiore, e comporterà una tendenza a
fibrotizzare per mantenere le lunghezze non fisiologiche.
Non
basta un semplice test articolare, o un esercizio di stretching, per
decretare che un muscolo è accorciato; sul bacino si inseriscono 36
muscoli e tutti concorrono in qualche modo su adduzione e abduzione,
quindi, fai molta attenzione!
Durante
il periodo di lavoro con il calcio, ho visto fare allungamenti
infiniti e improduttivi di questi muscoli! Anche all'interno delle
esercitazioni tecniche.
Da
supervisore dell'area fisica ho prima ridotto, poi annullato questo
problema, in modo abbastanza semplice.
Il
mio lavoro partiva dall'analisi dell'attività fisica, dalla
fisiologia articolare e da osservazioni comparative con soggetti che
non soffrivano di questo problema, il tutto naturalmente visto in ottica
posturale.
La
prima cosa che ho cercato di capire è quando si affaticano gli
adduttori?
Risultato,
spessissimo i giocatori subivano danni dopo le ripetute lunghe, i
mille ad esempio, ma anche dopo i 300 metri e similari; soffrivano
dopo partite tirate, ed anche dopo lunghe e ripetute corse in
verticale di 50-60 metri con tiro finale.
Perché?
Che
centrano i mille? I mille centrano sempre! Nel calcio andrebbero
vietati per legge, come tutte le ripetute in genere.
Gli
adduttori, hanno una componente flessoria, e cioè, entrano in gioco
per alcuni momenti e su determinati angoli in aiuto dei flessori; se questi si affaticano gli adduttori sono
chiamati in causa, un mille tirato non corrisponde alla fisiologia
meccanica di un calciatore, va da se, che i flessori, non riescono a
reggere il carico continuo e chiedano aiuto agli adduttori che non essendo
predisposti per quel lavoro vanno in fatica.
Devo
dire per onestà che tutti i lavori di corsa in linea superiori ai 60
metri, portano un eccesso di carico sugli adduttori, ecco perché non
vanno fatte le ripetute.
La
partita tirata crea problemi agli adduttori quando il calciatore non
è stato allenato sul modello fisiologico del calcio, e non è in
grado di affrontare i 90 minuti modo efficacie.
Avrai notato se ti
occupi di calcio che la partita lascia molta fatica nelle gambe,
questo perché non si ci si allena in modo funzionale, e l'unico
allenamento vero che fai è proprio la partita.
I
rimedi? Tanto lavoro sui cambi di senso ( CDS) e direzione (CDD),
dopo qualche settimana di navette con CDS e CDD il primo risultato
che si ottiene è l'ottimizzazione del gesto e quindi un uso diverso
dei muscoli interessati.
Lavorare
bene sulla flessibilità di flessori della coscia, differenziando il
ruolo del bicipite femorale da semitendinoso e semimembranoso,
praticamente separandoli.
Quando questi sono accorciati o troppo trofici
sottraggono spazio agli adduttori e modificano le direzioni su cui
agiscono le forze meccaniche, spostando gli assi meccanici.
Trovare
un equilibrio posturale ottimale del bacino, attenzione! non basta
andare dall'osteopata o dal chiropratico, bisogna lavorare con
stretching e posture adeguate, se non conosci altri mezzi per bilanciare
quest'area fondamentale.
Alimentazione,
seguire l'alimentazione antiinfiammatoria aiuta molto, sia ad
abbassare il livello di infiammazione generale che a limitare il
sovraccarico delle ghiandole linfatiche tipiche di quest'area.
Tecniche
decongestionanti, bisogna fin a quando non si sarà raggiunto
l'equilibrio eseguire delle tecniche che facciano recuperare
rapidamente l'area. Divieto assoluto dei massaggi che potrebbero
aggravare la situazione, e via libera a metodo Kneip, drenaggio
infatico, fanghi, cranio sacrale, ecc.
Ma
le chiavi sono sempre e solo due:
come
li alleni e come lavora la tua postura!
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Salve
RispondiEliminapuò una pubalgia essere causata da un sovraccarico degli adduttori? bastano questi rimedi per contrastarla?
Si, possono essere la causa scatenante, comunque una pubalgia non è un evento casuale, risponde esattamente a caratteristiche posturali e di movimento, questi rimedi vanno usati in fase preventiva ma se il sovraccarico si ripresenta, non bastano, bisogna cercare le cause strutturali ed eliminarle.
RispondiEliminaSalve
RispondiEliminaalmeno sono 2 anni che soffro con i miei adduttori.
Ho avuto una pubalgia e l'ho curata con riposo per parecchi mesi.
Dopo che il disturbo sembrava scomparso ecco che dopo qualche mese si è ripresentato il dolore, adesso non riesco proprio a giocare, si infiammano sempre praticamente.
Deve essere per forza una questione di postura.
Dove posso vederli questi esercizi posturali?
Grazie
Salve
RispondiEliminaconviene rivolgersi ad un centro dove si faccia per prima cosa una valutazione posturale e poi si adotti un sistema di regolarizzazione (bilanciamento) della postura. Gli esercizi posturali devono essere personalizzati quelli uguali per tutti non vanno bene.