domenica 7 ottobre 2012

Adduttori affaticati e contratti



Ritorno sull'argomento adduttori affaticati e contratti, revisionando e ripubblicando questo post, scritto nel marzo 2012. In questi giorni ho avuto modo di sentire e leggere molte “idee” sulla “gestione” di questi muscoli, e come al solito trovo delle incongruenze di natura meccanica e funzionale nei metodi di tonificazione e de-tonificazione di questi muscoli.

L'argomento interessa in particolare gli atleti, i preparatori fisici e gli allenatori.


Tutti credono di dover allungare gli costantemente adduttori, prima dell'allenamento, durante e dopo; sempre.

Funziona?

Non molto, anzi, può fare danni.

Non è sempre una buona idea allungare gli adduttori, ho visto fare questa cosa allo stremo, è facile invece che l’adduttore non sia il responsabile ma una vittima, conviene spostare l’attenzione sui  glutei, sul tensore della fascia lata e sulla bandelletta ileo tibiale. Di solito sono queste ad essere accorciate e a mettere in tensione eccentrica l’adduttore
Gli adduttori non sono, come spesso erroneamente si crede, contratti, la maggior parte delle volte sono invece indeboliti ed incapaci di lavorare alla loro lunghezza funzionale.
Costringerli in allungamenti forzati quando non lo necessitano è come sparare sulla Croce Rossa.

In alcuni soggetti, specie in chi è molto esplosivo e capace di grandi accelerazioni, i glutei e il tensore della fascia lata sono estremamente forti, rigidi e accorciati, costringendo così gli adduttori a perdere tono e ad agire costantemente su lunghezze eccessive.

Spiego il concetto: un muscolo oltre che alla propria lunghezza funzionale può stare in accorciamento per eccessivo tono, inspessimento della fascia muscolare, aderenze fasciali, ecc.

Un muscolo, invece, può rimanere bloccato in posizione di allungamento; se l'agonista è accorciato, l'antagonista deve cedere tensione e posizionarsi in uno stato che permetta all'agonista di lavorare; questo stato, sarà di allungamento eccessivo, il muscolo sarà bloccato in una dimensione maggiore, e comporterà una tendenza a fibrotizzare per mantenere le lunghezze non fisiologiche.

Non basta un semplice test articolare, o un esercizio di stretching, per decretare che un muscolo è accorciato; sul bacino si inseriscono 36 muscoli e tutti concorrono in qualche modo su adduzione e abduzione, quindi, fai molta attenzione!


Durante il periodo di lavoro con il calcio, ho visto fare allungamenti infiniti e improduttivi di questi muscoli! Anche all'interno delle esercitazioni tecniche.
Da supervisore dell'area fisica ho prima ridotto, poi annullato questo problema, in modo abbastanza semplice.

Il mio lavoro partiva dall'analisi dell'attività fisica, dalla fisiologia articolare e da osservazioni comparative con soggetti che non soffrivano di questo problema, il tutto naturalmente visto in ottica posturale.

La prima cosa che ho cercato di capire è quando si affaticano gli adduttori?

Risultato, spessissimo i giocatori subivano danni dopo le ripetute lunghe, i mille ad esempio, ma anche dopo i 300 metri e similari; soffrivano dopo partite tirate, ed anche dopo lunghe e ripetute corse in verticale di 50-60 metri con tiro finale.

Perché?

Che centrano i mille? I mille centrano sempre! Nel calcio andrebbero vietati per legge, come tutte le ripetute in genere. 

Gli adduttori, hanno una componente flessoria, e cioè, entrano in gioco per alcuni momenti   e su determinati angoli in aiuto dei flessori; se questi si affaticano gli adduttori sono chiamati in causa, un mille tirato non corrisponde alla fisiologia meccanica di un calciatore, va da se, che i flessori, non riescono a reggere il carico continuo e chiedano aiuto agli adduttori che non essendo predisposti per quel lavoro vanno in fatica.

Devo dire per onestà che tutti i lavori di corsa in linea superiori ai 60 metri, portano un eccesso di carico sugli adduttori, ecco perché non vanno fatte le ripetute.

La partita tirata crea problemi agli adduttori quando il calciatore non è stato allenato sul modello fisiologico del calcio, e non è in grado di affrontare i 90 minuti modo efficacie. 
Avrai notato se ti occupi di calcio che la partita lascia molta fatica nelle gambe, questo perché non si ci si allena in modo funzionale, e l'unico allenamento vero che fai è proprio la partita.

I rimedi? Tanto lavoro sui cambi di senso ( CDS) e direzione (CDD), dopo qualche settimana di navette con CDS e CDD il primo risultato che si ottiene è l'ottimizzazione del gesto e quindi un uso diverso dei muscoli interessati.

Lavorare bene sulla flessibilità di flessori della coscia, differenziando il ruolo del bicipite femorale da semitendinoso e semimembranoso, praticamente separandoli. 
Quando questi sono accorciati o troppo trofici sottraggono spazio agli adduttori e modificano le direzioni su cui agiscono le forze meccaniche, spostando gli assi meccanici.

Trovare un equilibrio posturale ottimale del bacino, attenzione! non basta andare dall'osteopata o dal chiropratico, bisogna lavorare con stretching e posture adeguate, se non conosci altri mezzi per bilanciare quest'area fondamentale.

Alimentazione, seguire l'alimentazione antiinfiammatoria aiuta molto, sia ad abbassare il livello di infiammazione generale che a limitare il sovraccarico delle ghiandole linfatiche tipiche di quest'area.

Tecniche decongestionanti, bisogna fin a quando non si sarà raggiunto l'equilibrio eseguire delle tecniche che facciano recuperare rapidamente l'area. Divieto assoluto dei massaggi che potrebbero aggravare la situazione, e via libera a metodo Kneip, drenaggio infatico, fanghi, cranio sacrale, ecc.

Ma le chiavi sono sempre e solo due:
come li alleni e come lavora la tua postura!

Perché esiste, una vera e propria tipologia posturale che ha gli adduttori vulnerabili ad alcune tipologie di allenamento, ho verificato la cosa su qualche migliaio di valutazioni posturali. Se con questi soggetti non si cambia sistema di lavoro gli si compromette la carriera, senza entrare in dettagli sulla tipologia posturale, quando ti accorgi che un tuo atleta ha male spesso agli adduttori o le ghiandole inguinali spesso gonfie, cambia il tipo di allenamento!

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4 commenti:

  1. Salve
    può una pubalgia essere causata da un sovraccarico degli adduttori? bastano questi rimedi per contrastarla?

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  2. Si, possono essere la causa scatenante, comunque una pubalgia non è un evento casuale, risponde esattamente a caratteristiche posturali e di movimento, questi rimedi vanno usati in fase preventiva ma se il sovraccarico si ripresenta, non bastano, bisogna cercare le cause strutturali ed eliminarle.

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  3. Salve
    almeno sono 2 anni che soffro con i miei adduttori.
    Ho avuto una pubalgia e l'ho curata con riposo per parecchi mesi.
    Dopo che il disturbo sembrava scomparso ecco che dopo qualche mese si è ripresentato il dolore, adesso non riesco proprio a giocare, si infiammano sempre praticamente.
    Deve essere per forza una questione di postura.
    Dove posso vederli questi esercizi posturali?
    Grazie

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  4. Salve
    conviene rivolgersi ad un centro dove si faccia per prima cosa una valutazione posturale e poi si adotti un sistema di regolarizzazione (bilanciamento) della postura. Gli esercizi posturali devono essere personalizzati quelli uguali per tutti non vanno bene.

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