Passa ai contenuti principali

allenare l'apnea in bici

 Freediving Fun: Platform Surfing

Allenare l’apnea a secco in bici per l'esattezza è un modo alternativo di allenare l’organismo al lavoro in apnea quando si è impossibilitati ad andare in acqua.
Il vero allenamento per l’apnea è in acqua profonda!  Solo in acqua si verificano tutti gli adattamenti specifici necessari al miglioramento; però, alcuni allenamenti aspecifici, come quello proposto di seguito, possono essere utili a migliorare aspetti di “contorno” dell’attività subacquea in apnea.

La bici casalinga, meglio se è una bici da spinning, si presta ottimamente all’allenamento cardiovascolare e ad un allenamento finalizzato all’apnea.  Naturalmente si può allenare l’apnea i vari modi, con la corsa, in piscina ecc.
Per ora mi soffermerò sulla bici.

Il primo punto è perché allenarsi?

Perché essere allenati significa essere in forma, avere un migliore rapporto grasso/massa magra.
Con l’allenamento si possono ottimizzare i consumi energetici.
L’attività ripetuta alla giusta intensità  allena l’organismo a trovare un equilibrio idrico-salino ottimale.
 Serve a migliorare il recupero dopo stress psicofisico importante.

Tutte condizioni, che servono, per creare una capacità che si chiama riserva di prestazione e che serve negli altri sport ad ottenere una spinta in più, ma nell’apnea ad avere maggiori margini di sicurezza.

In bici non si è in una condizione di auto-sostentamento come nella corsa ma si è in appoggio sulla sella, come quando si recupera in superficie si è in appoggio sull’acqua. In bici è possibile simulare dinamiche che non si possono allenare correndo perché potenzialmente pericolose proprio perché si è in auto-sostentamento.

Come allenarsi e perché

Migliorare il consumo dei grassi, gli allenamenti molto lunghi da 90 minuti a tre ore migliorano la capacità organica di utilizzo dei grassi come carburante, e la bici, rispetto alla corsa, è più facile da usare per ottenere questo scopo.
Quando si lavora in apnea, specie chi associa l’apnea alla pesca sub o allo snorkelling, consuma preferibilmente i grassi ( il consumo è dato dalla durata, dall’intensità di utilizzo dei muscoli oltre che dalla quantità di muscoli in gioco) per migliorare questa funzione bisogna fare allenamenti lunghi e lenti, il modo meno faticoso è farli in bici, in questo caso è preferibile una mountain bike o una bici da strada, la sella di una bici statica può essere troppo dura per periodi lunghi alcune ore.

Migliorare la forza resistente,
È utile in presenza di corrente, di tuffi ripetuti, riuscire ed essere efficaci fino alla fine di una serie di immersioni è estremamente importante.
Per questo aspetto è ottima la bici da spinning, fare serie di sprint ripetuti, con una durata media vicina al tempo di risalita dalla profondità a cui si scende normalmente può essere una valida opzione, esempio: 30 secondi di pedalata con una resistenza alta alternata a 60/120” di pausa, per 30 40 minuti complessivi.

Migliorare il recupero
Anche qui una bici statica è da preferire, esercitazioni sulle variazioni di ritmo aiutano molto, ad esempio 60 minuti di lavoro spingendo per un minuto forte e recuperando per un minuto piano.
Abituarsi a concentrazioni di acido lattico elevate,
Credo poco, che sia una possibilità che incontri l’apneista, però può accadere che in superficie si verifichi questo tipo di condizione, in questo caso consiglio un lavoro che chiamo “intermittente sbagliato”, dopo riscaldamento accurato, si fanno 30” ad una intensità molto alta con alta resistenza, si recupera per 30” e si va avanti per 12 minuti.
É tosto e prima di provarlo bisogna essere sicuri di essere in salute e consultare il medico sportivo.

Simulare le apnee
Questa è la parte che viene meglio su una bici statica, ventilarsi da fermi, andare in apnea, pedalare per 15” fermarsi per 30 o 60 secondi trattenendo il fiato, riprendere a pedalare per 30” e respirare, il tutto lavorando con l’immaginazione o meditando può preparare adeguatamente agli allenamenti in acqua. Naturalmente ognuno usa dei tempi in sintonia con le proprie capacità, il mio era un esempio.

Si può fare molto altro, ma credo che ciclizzare questi allenamenti quando si è lontani dall’acqua profonda sia un ottimo modo per allenarsi ottimizzando il tempo a disposizione.

Goditi il tuo profondo


 foto di jayhem



Commenti

  1. ciao...il tuoi bolg sono vermaneti interessanti anche perchè penso le stesse cose...
    Ma ti vorrei fare una domanda visto che ci sei arrivato prima tu..
    Allenare il cuore (per diventare bradicardico)chiramente tu dici in acqua è meglio che a secco, ma secondo te quanto ci si mette a secco e quanto in acqua?e allenare l'apnea a secco(in meditazione per sempio) e farlo correndo seconde qual'è più rapido l'adattamento?grazie

    RispondiElimina
  2. ciao, in genere un primo adattamento compensatorio lo si ottiene in 45 giorni, ma è un adattamento temporaneo, se non viene perpetrato nel tempo lo stimolo che lo ha procurato. Gli adattamenti sistemici hanno bisogno di cicli da 24 a 36 mesi, esperienza e studi personali. Nel caso della bradicardia da allenamento alla resistenza andrei verso i 36 mesi.
    L'apnea in acqua è meglio, per vari riflessi "ancestrali" che si innescano appena metti il viso in acqua, non ultimo il blood shift in immersione, quindi l'ambiente facilità molto.in bici il miglioramento lo ottieni non sulla bradicardia, non subito almeno, ma sulla tolleranza alla co2, sul consumo di ossigeno e sulla capacità di ventilare in movimento, comunque un buon training può dare risultati in step di 45, 90, 180 giorni. sul piano meditativo invece si entra in una dimensione differente, in quanto, alcune meditazioni associate a respirazioni particolari possono creare adattamenti più rapidi dei sistemi di controllo e fare cambiare controlli in automatici controlli regolati, è possibile controllare la pressione arteriosa ad esempio. Quindi è possibile regolare la frequenza respiratoria e cardica, basta allenarsi a meditare. I tempi possono essere molto più rapidi proprio perchè non si crea un adattamento sistemico ma si lavora direttamente sull'interruttore del sistema.

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Crampi e contratture ai polpacci, recupero rapido.

Sono sempre in  parecchi quelli che mi chiedono cosa fare con  le contratture ed i postumi dei crampi ai polpacci. I commenti sono: ho i polpacci di pietra, si sono induriti improvvisamente e così sono rimasti, li ho completamente contratti, ho avuto una distrazione di 9 mm .. Ecc.  
Ecco alcuni semplici consigli per recuperare prima questa fastidiosa evenienza.
E' d'obbligo il controllo medico, ecografia o RMN, vedrà lui cosa fare, ma va fatto, poi se tutto è ok, puoi procedere con le mie info.

Questo perché, se pensi di fare da solo, di decidere di cosa si tratta, sei nel immerso letame fino al collo, è sono stato gentile. 
Le cose da fare

N° 1, scaricare la catena miofasciale posteriore, basta mettere un piede su una pallina di gomma dura, molto  dura e fare scorrere la pianta per una decina di minuti, e così si ottiene un piccolo sbocco di tutta la catena di muscoli che parte dal piede e raggiunge il collo, con il conseguente rilassamento.
N°2, La seconda cosa da fare è decompri…

Adduttori affaticati e contratti

Ritorno sull'argomento adduttori affaticati e contratti, revisionando e ripubblicando questo post, scritto nel marzo 2012. In questi giorni ho avuto modo di sentire e leggere molte “idee” sulla “gestione” di questi muscoli, e come al solito trovo delle incongruenze di natura meccanica e funzionale nei metodi di tonificazione e de-tonificazione di questi muscoli. Dicembre 2014
L'argomento interessa in particolare gli atleti, i preparatori fisici e gli allenatori.

Postura migliore e senza spendere soldi con i massaggi.

Una postura migliore senza spendere tanti soldi è possibile basta un poco di impegno. E con questo post ti faccio un regalo che vale oro per ogni lettera scritta. Prima però leggi i 7 errori da evitare per rovinare la postura.

Quando ho iniziato a fare il posturologo nella mia città, Reggio Calabria, il mio impegno era rivolto agli sportivi professionisti delle squadre con cui lavoravo. Dopo, quando ho portato "fuori" dall'ambito sportivo al mia attività ho utilizzato molte delle cose che avevo scoperto lavorando con gli sportivi. 
Questa è una, i massaggi.

Farsi fare i massaggi dal partner o da un amico/a o per alcune tecniche imparare a farseli da soli è un buon modo per stare bene, e per chi fa sport massimizzare gli effetti dell’allenamento. Oltre che il benessere psicofisico che ti fa raggiungere, aiuta mente e postura.

Quelle che illustrerò in seguito, sono tecniche di massaggio che insegno ai miei atleti ed ai loro istruttori, o ai miei clienti e ai loro familiari. L…