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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2010

Il tempo necessario per ottenere lo scopo.

Ritorno alla gestione del tempo utile a raggiungere un dato obiettivo, è utile quantificare il tempo necessario per ottenere lo scopo, e oltre a leggere il post precedente, credo sia   utile citare la legge di Parkinson:

Il lavoro si espande fino ad occupare tutto il tempo disponibile; più è il tempo e più il lavoro sembra importante e impegnativo”.

In ogni tuo progetto che sia legato al tuo fisico  o alla gestione di uomini e menti, devi sempre darti dei tempi ben precisi.

Il calcolo dei tempi:

Analizza l’obiettivo, definisci i mezzi, definisci il metodo di lavoro, calcola il tempo necessario.

 .... Fermati......

Rivaluta con attenzione l’obiettivo e riduci i mezzi a quelli che veramente possono influire in modo diretto sull’obiettivo.  Considera nuovamente il metodo di lavoro e modificalo o cambialo se ti accorgi che si può fare meglio.

Calcola nuovamente il tempo necessario e riducilo di almeno il 20%. Questa riduzione la otterrai tramite un uso sapiente delle pause  dall’orga…

Usare dei principi per pianificare le attività

Il tempo usato per raggiungere gli obiettivi è veramente utilizzato bene?

Leggendo un post di Francesco Gavello, un famoso blogger,  sull’ottimizzazione del tempo mi è tornata in mente la legge 80/20 o meglio conosciuta come principio di Pareto.

Si tratta di una legge empirica usata in economia per descrivere  i fattori che determinano il risultato. Il principio recita: “la maggior parte degli effetti è dovuta ad un numero ristretto di cause” . Secondo questo principio è il 20% del lavoro speso per raggiungere l’obiettivo ha le maggiori responsabilità nel suo raggiungimento, il restante 80% serve a cesellare il risultato.

Ragionandoci un po’ su, mi ci sono ritrovato.

Effettivamente in ogni progetto che affronto  tendo sempre a finalizzare il lavoro su quello che è in nocciolo del programma. Che a conti fati ammonta al 20% del totale o al 30% massimo. Lasciando al contorno, il restante 70/80% il ruolo di completamento.




Con questo sistema ho raggiunto sempre ottimi risultati ed ho cr…

Cosa mangiano i giovani atleti?

Lavorando su una mia ricerca riguardante le abitudini alimentari di circa 300 giovani atleti sia maschi che femmine, con parecchi elementi di altissima qualificazione, ho notato molti spunti interessanti.

Di seguito ne riporto uno riguardante 130 soggetti.



Nel grafico, lo stralcio di uno molto più vasto che per ovvi motivi non può essere pubblicato in questa sede, si nota che latte e biscotti vanno per la maggiore, con la frutta quasi assente.

Le vecchie abitudini alimentari resistono dunque, e la frutta, nonostante gli sforzi dei pubblicitari a metterla in bella mostra sui tavoli ed in mano ai loro attori, non si usa poi tanto.

Devo dire che non sono molto entusiasta dei risultati.

Spesso alcune defaillance in gara vengono addebitate a difetti tattici o di preparazione, invece possono avere altre origini, quella alimentare/ormonale per prima.


Sarà un ulteriore spunto di riflessione e ricerca. Per chi allena, o insegna un consiglio:
cercate di sapere chi sono i vostri atleti o studen…

Yoga e Propriocezione per migliorare la performance

La Performance fisica passa sempre attraverso schemi conosciuti: attività aerobiche, anaerobiche che implichino le varie qualità di forza ecc.

 Pochi si rendono conto che il sistema UOMO funziona grazie a molti altri sottosistemi, che interagiscono migliorano o meglio influenzano  quelle che sono da sempre considerate le basi dell’allenamento.

Utilizzare tecniche Yoga, anche semplici sequenze di posizioni (Asana), e tecniche di ginnastica Propriocettiva, all’interno dell’impianto metodologico è una possibilità da non tralasciare se si vuole ottenere una prestazione ai massimi livelli.

Lo Yoga è positivo, perchè permette un uso dinamico delle catene muscolari dato che è abbinato a tecniche respiratorie corrette e coinvolge direttamente gli organi interni.

Se praticato assiduamente migliora le capacità di concentrazione e di applicazione della forza.

Meno sforzo maggiore rendimento.


Le ginnastiche Propriocettive possono essere praticate in piccoli spazi con pochi attrezzi, anche di  f…

Rilassamento, lasciarsi andare, i fiori di Bach.

Le tecniche di rilassamento, anche le migliori, hanno uno scoglio da superare: la volontà inconscia a lasciarsi andare.

 Questo è il motivo per cui  fare meditazione o essere profondamente rilassati è difficile per quasi tutti i 6.000.000.0000 di abitanti la terra e solo una “manciata” di poche decine di migliaia di persone riesce realmente ad ottenere quello che per gli altri è solo una leggenda.

Lasciarsi andare, appunto, è difficile bisogna trovare dei metodi per ottenere lo scopo e dopo inventare un “richiamo” che al momento giusto ricrei le condizioni che possano favorire il rilassamento.

Un ottimo sistema per accorciare i tempi di adattamento alle tecniche di rilassamento sono i fiori di Bach. Naturalmente devono essere usati in forma specifica sul carattere del soggetto ed a questi aggiungere quelli che possono favorire il rilassamento.


Quali usare:

Star of Bethlehem, è specifico per i traumi, e chi non ne ha avuti, aiuta a rilassare muscolarmente e permette di uscire da situaz…

sviluppo della forza con la corsa

Allenare la forza?  In campo? con la corsa? 
Si e che attrezzi servono?

Si possono fare allenamenti anche con attrezzi di fortuna, un paio di bidoni della spazzatura, una sedia, ecc. Se hai a disposizione ostacoli, coni, e similari è più coreografico.

Quello che conta è sfruttare la gravità, quindi il peso dell’atleta e la velocità di spostamento.


Un esercizio dovrebbe durare secondo gli obiettivi dai 5 ai 10 secondi, se vuoi creare dei gradienti di forza più alti opta per le distanze inferiori. Il numero di serie e ripetizioni fa il resto.

La prima regola è: massima intensità in ogni  fase dell’esercitazione.

La costruzione deve prevedere accelerazione, frenate improvvise, cambi di senso, cambi di direzione, balzi verticali corse in circolo, e tutto quello che produce accelerazione di gravità.

Le distanze da  sviluppare per ogni fase dell’esercizio  devono avere misure dai due agli otto/dieci metri.



Utilizza un campo da basket come riferimento, ma può essere un campo di calcio, un …

Esercizi per rilassarsi

Seconda parte del post sulle tecniche di rilassamento. GLi esercizi per rilassarsi.

Come dicevo nel post “tecniche di rilassamento” non basta la tecnica, bisogna essere predisposti a riceverla o essere in grado di eseguirla, quindi trovare la tecnica giusta.

Deve essere cucita addosso.

Il modo più semplice è provarne diverse per poi saggiare le proprie reazioni e magari inventarsene  una  fatta in casa.

Ci sono sistemi che possiamo definire, guru-guidato e cioè che necessita la presenza di una guida, e  guru-diventato e cioè la guida siamo noi stessi. Come ogni cosa, la popolazione si divide minimo in due parti, e bisogna capire da che parte si sta.

Per la serie guru-diventato, ecco alcune tecniche  di respirazione che di solito danno ottimi risultati.

Inspirazione lenta, apnea di 5”, espirazione lenta, apnea di 5”. Questa è una respirazione ottima  perché permette un buon rilassamento muscolare, se si lavora sul corpo posizionandolo secondo strategie particolari si ottengono grandi r…

Tecniche di rilassamento

Raggiungere il rilassamento, quale tecnica usare?

Per prima cosa si deve essere motivati al raggiungimento dello scopo, non basta dichiararlo, bisogna volerlo realmente. Il rilasciamento non è un processo del tutto conscio, e quando si lavora per esso si lavora soprattutto sul carattere dell’individuo e sulle sue reticenze.

Quali tecniche usare?

Personalmente divido le tecniche in due  branche.

Tecniche indotte
Tecniche autonome.
Le prime necessitano di un operatore e le seconde una volte imparate si eseguono in modo autonomo.

Cosa uso normalmente con i miei clienti e atleti?

Dipende da chi ho di fronte, il carattere del soggetto è l’ago della bussola da seguire. Ad esempio, un soggetto impaziente non troverà giovamento specie all’inizio di una tecnica di meditazione classica.

Le tecniche indotte.


Personalmente una tecnica estremamente potente, ma che richiede una formazione adeguata ed una “coscienza” è il Cranio Sacrale. Ho fatto un lungo percorso di studio in tal senso, non essendo …

La dieta che verrà

L’alimentazione ideale.
Ma esiste? Si, tutti ci provano, però dopo gli elogi della dieta “mediterranea” gli applausi alla “zona” i commenti entusiasti sulla dieta a punti, è un continuo fiorire ed appassire di diete e stili alimentari.

La ricerca continua, dato l’enorme mercato, ed ora si sposta perfino sul fronte della genetica.

La nuova frontiera è la dieta basata sul DNA. Sicuramente ha nel suo arco delle frecce interessanti, in un brevissimo articolo pubblicato su Wired di gennaio  è menzionata una startup tutta italiana che si occupa di verificare tramite un kit il DNA e tramite questo personalizzare la dieta. Qui trovi il sito dell’azienda.

Non è una novità assoluta, almeno come principio, già alcuni anni fa si era provato a creare piani alimentari secondo il gruppo sanguigno. Si presumeva che ogni gruppo sanguigno avesse storicamente una base territoriale e identificasse l’origine di una precisa fetta di popolazione, per cui il gruppo sanguigno che originava dal Tibet, avre…