giovedì 31 dicembre 2009

Auguri




Auguri




foto di lepiaf.geo What we did this morning :)

lunedì 28 dicembre 2009

Spalle toniche per il veglione di Capodanno



Hai comprato un abito da favola per la notte del primo dell'anno, un abito alla Michelle Obama per intenderci, con le spalle scoperte, o hai preferito un abito alla schiava con una spalla scoperta. Hai gli accessori giusti e già sai di fare una figura splendida, si ma ......


Si può fare di più!


Se hai  già fatto un po' di palestra durante l’ultimo mese e hai un minimo di preparazione, si può fare  veramente di più, puoi fare risaltare le spalle e renderle toniche e definite, basta ritagliare 30 minuti di tempo da passare a fare esercizi nel pomeriggio prima del veglione, ecco come fare.

Occorrente: due bottiglie da 1/2 litro di acqua minerale e due bottiglie da 1,5 litri, un bastone (manico di scopa) uno specchio grande.

Ti posizioni davanti allo specchio e impugnando le bottiglie da 1,5 litri con il palmo delle mani rivolto verso di te, fai 15-30 ripetizioni (dipende da quanto sei allenata) di distensioni delle braccia in alto, senza strafare lentamente e senza distendere completamente le braccia. Recupera un minuto scuotendo le braccia e ripetilo per 3 volte.

Fai lo stesso con il palmo delle mani rivolti in avanti.

Impugna una bottiglia da 1/2 litro e tienila giù lungo il fianco, solleva lentamente  il braccio come se sostenesse una brocca, arrivata in alto, fai lo stesso movimento che si fa per versare l'acqua e lentamente torna con il braccio disteso in basso, ripeti il movimento lentamente per 10 o 30 volte. Cambia mano e ripeti dall'altro lato, fallo almeno tre volte per braccio. Mentre un braccio lavora l'altro recupera. Questo farà risaltare i deltoidi.


Comprimiamo i muscoli.

Ora, sempre davanti allo specchio, imita per un po' quello che fanno i culturisti quando provano le pose, fai finta di dover fare vedere i bicipiti, contraili forte e mantieni questa contrazione per 10 - 15 secondi. Prova diverse pose cercando di fare risaltare i muscoli delle spalle, stai sempre li per 10 o 15 secondi e ripeti più volte, questo è un lavoro super per fare risaltare la linea dei  muscoli. La contrazione aiuta a trattenere il sangue localmente e ad aumentare l'effetto pompaggio.

Dopo avere speso 10 minuti di tempo a fare le pose isometriche,

torniamo al lavoro dinamico, per irrorare i muscoli

Usa un bastone della scopa, impugnalo con le mani larghe quanto le spalle e spingilo avanti a te per 20 o 30 volte, poi senza fermarti spingilo in alto per ancor 20 volte, facendolo partire sempre dal petto, poi ancora senza recuperare portalo sulle spalle dietro la testa e spingilo in alto per altre venti volte, se c'è la fai ricomincia il giro fino a quando hai energia. Recupera per un paio di minuti e ripeti la sequenza, falla per due o tre volte.

Finito, ora dovresti avere un aspetto bello tonico con i deltoidi belli in vista. Il tuo abito sarà valorizzato al massimo.

Consentimi alcune raccomandazioni, dato che non posso essere responsabile dei tuoi successi e nemmeno dei tuoi insuccessi, essendo l'allenamento potenzialmente pericoloso attieniti a queste regole:



fai gli esercizi lentamente e fermati quando cominci ad accumulare la stanchezza. Se puoi, prova l'allenamento nei giorni precedenti la festa, avrai migliori risultati e potrai aumentare progressivamente il carico.


Astieniti dal fare gli esercizi se non sei fisicamente allenata, se sei ammalata, in gravidanza, o hai subito lesioni muscolari o articolari. Chiedi il permesso, sempre e comunque,  prima al  tuo medico e consigliati con il tuo istruttore di palestra.

Divertiti

Foto di Pinupgirlclothing , di Burkhalter e di Studio1-one

domenica 20 dicembre 2009

Fiori di Bach per le feste

I fiori di Bach, possono essere di grande aiuto per il nostro benessere, in questo post trovi delle indicazioni utili a passare le feste con serenità, riducendo la parte "antipatica" presente nelle feste di Natale, Qui trovi il post..

Imparare ad usarei fiori di Bach è un sistema di ricerca del benessere da fare in autonomia. I puristi possono obiettare che i rimedi non sono utilizzati secondo obiettivi metafisici.

La risposta è che se i fiori funzionano su animali e piante, che non esprimono i loro sentimenti verbalmente, possono tranquillamente funzionare su alcuni problemucci che rientrano nel loro spettro d'azione, molto ampio del resto.

Alle soluzioni offerte nel  post indicato sopra, c'è da aggiungere il Rescue Remedy da utilizzare ogni qual volta ci sia una emergenza piccola o grande che sia. Sia da assumere che da frizionare sulla cute.

Buone Feste

giovedì 17 dicembre 2009

iniziamo a bruciare calorie

Questo è un programma brucia calorie che se c'è un minimo di disponibilità fisica e di tempo può veramente dare i suoi frutti.

Naturalmente prima di sottoporti ad un programma consulta il tuo medico. E fatti seguire da un professionista accreditato

L'obiettivo di questo programma è attaccare il corpo da più punti di vista, ed essendo le calorie il nostro obiettivo procediamo così:


  1. inizia con 20 minuti di corsa, anche sostenuta seil livello di allenamento lo consente. Dopo la corsa che sarà servita ad eliminare buona parte degli zuccheri in circolo, non ci si ferma e...
  2. inizia a camminare a passo svelto, obiettivo almeno 30 minuti di camminata, se stai lavorando all'esterno scegli un percorso ondulato (farai anche un bel lavoro sui glutei) dopo questi 30 minuti di lavoro avrai iniziato ad attaccare i grassi che vengono più facilmente metabolizzati ad intensità basse. A questo punto ci sei quasi sali sulla cylette e....
  3. 20 o 30 minuti di cyclette danno il colpo di grazia alle calorie, stimo ancora lavorando sui grassi, ed la posizione seduta ti aiuta a continuare nonostante la stanchezza.
Cosa hai ottenuto: un consumo calorico di circa 0,9 calorie per chilo per  chilometro durante la corsa, se hai corso sotto i 12 km/h, in caso contrario sale un po' e un consumo sulla camminata di 0,50 calorie ogni chilogrammo del tuo peso, se particolarmente spedita.


   Di conseguenza se pesi 60 kg  devi fare 60 x 0,9 =54 calorie al km, e mettiamo che tu abbia corso a 9/10 km/h hai ottenuto un consumo di circa 180 calorie che vanno sommate alle 30 calorie per km che hai ottenuto dalla corsa, circa 130 totali. Se poi aggiungiamo la cyclette per altri 30 minuti devi aggiungere 140 calorie circa (se ne fai 20 minuti aggiungi 90.


Alla fine avrai ottenuto almeno questo, 180 + 130 + 140 = 450 calorie, sembrano poche vero, praticamnte quel panino che hai mangiato ieri, niente affatto non sono poche perché noi così facendo stiamo valutando le calorie e non la loro provenienza. Invece il lavoro che hai fatto ha sortito altri effetti, hai lavorato soprattutto sui depositi di ciccia che sono quello che conta.

ahh.. una cosa, la più importante, non contare le calorie, alla fine hanno poco senso, era solo un modo per attirare la tua attenzione, conta il tempo, la fatica e l'intensità. Poi il dimagrimento arriva da solo.

Enjoy

Parole chiave: forma fisica, calorie, consumare i depositi di grassi, dimagrire, bruciare calorie


Altri post sull'argomento:
facciamoci il fisico iniziamo a correre
chili in più da smaltire che fare 
raggiungere la forma fisica con soli 20 minuti di corsa
allenamento a rate

mercoledì 16 dicembre 2009

Oltre la performance, la realtà soggettiva.

 Performance e realtà soggettiva una nuova frontiera dello sviluppo della performance

Quando allenano, quelli bravi e preparati, pensano a tutto, organizzazione nel tempo delle esercitazioni,magari progettando quello che si farà tra sei o più mesi.
Cercando dopo le valutazioni mediche, funzionali, kinesiogiche, posturali, atletiche e tecniche di trovare mezzi e metodi adatti, affidandosi anche tramite un esperto ad un supporto psicologico, o ad altre figure professionali che possano aiutare ad ottenere il risultato.

Molti fanno questo. Sembra molto? Forse può non bastare.

In un progetto di performance, che sia orientato ad un calciatore professionista o anche  a fare risaltare i glutei di una bella donna, si può fare tutto e si, normalmente si fa, perché ora le competenze cominciano ad esserci, i preparatori fisici, i tecnici, i trainer cominciano a possedere competenze tecnico scientifiche inimmaginabili solo 10 anni fa. Però qualcosa manca.

Manca un approccio alla realtà differente, perché ancora si trova difficoltà a focalizzare le cose da due punti di vista, il nostro e quello dell’atleta o del cliente. Con gli atleti giovani è ancora più difficile. Basti pensare che la loro mente si rivolge al sociale solo dopo i venti anni....



Deve cambiare il modello di coaching, che non può più essere rivolto solo al mezzo od al metodo per ottenere la prestazione, ma alla visione del soggetto della realtà individuale e prestativa.

Una parte del lavoro deve rubare del tempo alle esercitazioni classiche, per quanto scientifiche possano essere, per costruire delle esercitazioni che canalizzino il soggetto all’interno di una realtà condivisa.

Senza una condivisione della realtà molte informazioni ed esercitazioni andranno perse e ci si ritroverà come davanti ad un portone chiuso.

La performance prevede il cambiamento, ed il cambiamento non è solo motivazione, è soprattutto consapevolezza della realtà.

Se la bella donna che vuole dei glutei di marmo continua a pensare, perché la sua visione della realtà lo impone, che basta fare, mesoterapia, massaggi, elettrostimolazione, e tutto quello che le viene proposto per migliorare. Non avrà mai un risultato duraturo, e lo stesso sarà per il calciatore.

Il nuovo modello di coaching della prestazione deve prevedere l’esistenza della realtà del soggetto e passare del tempo con essa.

Medita


la foto è di proprietà di Gaetano Rosace vecchio portone

lunedì 14 dicembre 2009

in forma con una spremuta a colazione

Vitamina C ed antiossidanti, ecco il mix di salute che si ottiene con una buona spremuta a colazione, ottima per rimanere in forma, se preferisci puoi mangiare le arance intere, otterrai ancora più benefici, perchè mangerai in questo modo anche altre sostanze nutritive che aiuteranno a veicolare meglio  antiossidanti e vitamina c.

Quello degli antiossidanti e delle vitamine è un passaggio giornaliero imprescindibile per mantenersi in salute, il te verde qui trovi un post dedicato e gli agrumi rappresentano la strada più semplice ed economica per essere belli, giovani ed in salute a tutte le età.

Parlando delle nostre arance, preferendo le rosse, contengono acido ascorbico, acidi
idrossicinnamici, ovvero: ferulico, cumarico, ceffeico e sinapico i famosi flavanoni (sono molto decantati dai media), esperidina e narirutina. Tutti questi nomi criptici racchiudono una potente squadra di antiossidanti che ha proprietà eccezionali nel tenere protetto il dna da agenti che possono danneggiarlo irreparabilmente.

Oltre a limitare l'insorgenza di patologie come l' aterosclerosi, per chi fa sport è fondamentale per contrastare gli effetti nefasti proprio dello sport, si perchè lo sport che fa benissimo, se eccessivo crea degli effetti negativi liberando radicali liberi e con le diete non sempre equilibrate causate dalla ricerca spasmodica di calorie.

Altro effetto positivo è la protezione dagli effetti dei raggi UVA  sulla pelle.

Quindi una buona spremuta o un paio di arance rosse al giorno, non può che aiutare a stare meglio. Se associata a un bicchiere di vino rosso ad uno dei pasti, e  3 o 4 tazze di te verde al giorno, potremmo dire di avere un quadro di antiossidanti e di protezione, quasi completo.

Enjoy

domenica 13 dicembre 2009

lombi contratti, lombalgia?

Quando si parla di tensione o fastidio alla zona lombare non si definisce un qualcosa di preciso ma semplicemente  gli effetti fastidiosi di un’area sofferente, le origini di una lombalgia come viene comunemente definita, possono essere varie quindi le soluzioni altrettanto varie. In genere per dei nomali sovraccarichi funzionali le cure ortopediche e fisioterapiche bastano e avanzano, ma a volte può capitare che non sia così, specie con atleti e aspiranti tali.

Possono esserci, dicevo prima, molte origini, sempre e comunque la postura è alla base di tutto. Poi trovi  altre origini, ne elenco alcune:

Origine viscerale, in soggetti con sofferenze al colon, e conseguente spasmo dell’ileopsoas che in tensione avvicina le proprie inserzioni. In soggetti con cattivo funzionamento del diaframma, ecc.

L’origine può essere podalica, un cattivo appoggio con conseguente iper-programmazione di una sequenza di muscoli.

L’origine può essere anche compensativa ad un sovraccarico per il momento silente della regione toraco-cervicale.

È possibile un’origine di tipo occlusale, ad esempio in soggetti con un morso profondo, e conseguente atteggiamento posturale derivato.

Molte lombalgie sono originate dalle emozioni, e qui ci sarebbe da scrivere un intero tomo.

Alcune problematiche sono proprie di particolari professioni o sport, ad esempio le ballerine con le loro iperlordosi, le modelle (hai presente quando in posa per foto o altro mettono in mostra il fondoschiena?) i piastrellisti, che per fare il loro lavoro portano la curva lombare i inversione, ma anche autisti, impiegati ecc.

Si le contratture lobari accomunano tutti, belle donne, lavoratori comuni e studenti.

Non parlerò della biomeccanica disfunzionale, per il momento mi interessa solo chiarire che quando si presenta un soggetto lombalgico, a cui dopo tante cure mediche e fisioterapiche non è stato ancora risolto il problema, ed il medico non avendo altre armi, se le indagini cliniche sono negative, lo manda a fare stretching, posturale, palestra generica, pilates, e altri.
Chi si accinge a prenderlo in carico deve fare molta attenzione e trattare la situazione con il massimo rispetto.


Bisogna pensare che il problema non è quasi mai dove si manifesta, specie se non sparisce con farmaci e fisioterapia.
E se ci si mette a fare ginnastica posturale, stretching ed altra attività basandosi solo sulla posizione che assume la colonna lombare nelle tre dimensioni dello spazio si fa un errore grossolano.

Quello è solo il punto di arrivo, per cominciare bisogna fare la valutazione, i piedi sono in appoggio esterno o interno? La colonna lombare e appiattita o molto curva? Le scapole addotte o abdotte? La testa in che posizione è? La respirazione è di tipo inspiratorio o espiratorio?

A valutare queste piccole cose ci si impiega 5 minuti dopo di che già si ha un’idea da dove iniziare, e la regola è:

Lavora prima lontano dall’area bersaglio, poi vai sull’area bersaglio, ed infine vai di nuovo lontano dall’area bersaglio. Il cliente deve lavorar in assoluto confort ed equilibrio.

 Essendo l’insieme maggiore delle parti non si può prescindere dall’armonizzare l’intero corpo.

Andare a lavorare sull’area colpita dal sovraccarico può danneggiare ulteriormente le strutture, già sotto continuo stress.

Chi non ha il compito di guarire ma solo di essere custode della salute e della performance vitale deve avere una maggiore attenzione a preservare l’integrità strutturale. I vecchi concetti di allungare, rafforzare ecc. fanno parte del passato, bisogna usare la testa e il rispetto delle strutture, può significare dare il benessere ad un soggetto normale o allungare la carriera ad uno sportivo.

Se la lordosi dovesse essere eccessiva, la prima ipotesi è quella di appiattirla allungandola magari con delle posture a squadro.
Errore, non funziona sempre così, bisogna capire, prima di iniziare, da cosa è generata la lordosi e dove si localizzano le maggiori rigidità. Forse la lordosi in quel momento  ci deve essere perché ha uno scopo funzionale all'nterno dell'intera struttura, e limitarla può modificare la struttura complessiva in modo da generare altri problemi.

Stesso discorso se la lordosi dovesse essere appiattita, cercare di ripristinarla correttamente potrebbe creare molti problemi.

La logica vuole un progetto che tenga presente le necessità del cliente al momento e quelle future. Un piano di lavoro che permetta al cliente di trovare il suo equilibrio lontano dal sovraccarico.




A volte basta poco, un bite, un paio di solette posturali, spesso non bastano, allora devi lavorare assieme al cliente per cercare la soluzione di un rebus di cui solo lui conosce i termini.

venerdì 11 dicembre 2009

valutazione critica della performance

Quando si fanno dei test o si analizzano dei lavori o delle gare, la valutazione critica dei dati è esseziale, altrimenti si rischiano degli errori grossolani.

Alcuni strumenti per l'analisi dei test li ho già elencati nei post "i test di valutazione della performance" e "valutazione dei test " ma osservando alcuni colleghi all'opera e ascoltandone le conclusioni su test svolti e allenamenti analizzati mi è venuto un dubbio:

Ma cosa si cerca?

Un esempio, se prendo una busta di legumi e cereali, sai di quelle buste per fare le zuppe, posso analizzarla in più modi, uno molto usato, e purtroppo anche in ambito scientifico, è la ricerca del fattore noto, ovvero voglio trovare solo le lenticchie rosse, e quindi scarto tutto il resto e conto solo le lenticchie rosse, e al termine della ricerca, potrò dire che in 500 grammi di misto cereali c'erano 116 lenticchie rosse.

Quindi penso di essere uno bravo perché ho trovato le lenticchie rosse. Era proprio quello che cercavo!

Però se voglio essere un po' più bravo devo fare diversamente, ovvero posso pesare le lenticchie rosse, e posso misurarle, alla fine avrò ottenuto diverse medie, deviazioni standard ecc. che riguardano la presenza di quel tipo di lenticchie, e penserò di essere ancora più bravo.....

Errato, ho cercato qualcosa di specifico e mi sono limitato a misurarlo, senza curarmi del resto.

Se avessi fatto lo stesso in campo, durante una partita e l'oggetto fosse stata la frequenza cardiaca, avrei misurato la frequenza, la statura, il peso ed il numero di soggetti, il risultato anche se interessante sarebbe stato poco utile. Mi sarebbero mancati molti altri dati interessanti.

Se invece, tornando alla busta per la zuppa, analizzo il contenuto, magari scoprirò che ci sono lenticchie verdi, farro, riso, ecc. nelle quantità x, che il farro peserà un tot ed altri dati.
il quadro sarà più completo e magari comincerò a capire che se ci sono 116 lenticchie rosse, queste sono in rapporto con 300 chicchi di riso, e 187 lenticchie verdi, ecc.

Ora finalmente sto iniziando ad analizzare, e non limito la ricerca a ciò che mi interessa, e scopro di non essere così bravo come pensavo.

Non è solo merito delle lenticchie rosse se la zuppa ha quel sapore, ma dal mix di elementi.

Tornando alla nostra partita, se inizio a misurare la frequenza cardiaca, devo misurare quanto tempo si corre e quanto si sta fermi, che tipo di lavoro stanno facendo e per quanto tempo quando corrono e quanto stanno fermi, se la frequenza sale in determinate occasioni e scende in altre, così non farò errori di progetto e di valutazione. O ne farò meno.

Mi è capitato di vedere degli allenamenti che venivano spacciati per progetti ben riusciti, effettivamente le frequenze target erano rispettate però.... analizzando bene i grafici e rivedendo tempi e esercitazioni accadeva che le esercitazioni proposte facevano salire la frequenza durante la fase di recupero attivo, mentre si manteneva bassa durante la fase specifica.

Anche se la frequenza era rispettata, il lavoro meccanico per produrla non era quello adeguato, anzi era quello dannoso, perché molto differente da quello specifico della prestazione.

La regola deve essere, misura tutto, metti in relazioni tra di loro i dati e confrontali.

Così si impara, dividendo la lenticchia dal farro, a riconoscere gli elementi e il valore che hanno all'interno del contesto.

Ancora una cosa, se mi inviti a pranzo, niente zuppa.

giovedì 10 dicembre 2009

preparazione, duro lavoro, fallimenti.

 Nella frase seguente di Colin Powel c'è racchiusa gran parte dell'essenza del lavoro che si va a compiere su noi stessi per ottenere il successo.
“Non ci sono segreti per il successo. È il risultato di preparazione, duro lavoro ed apprendimento dai fallimenti.”

La preparazione è il complesso di cognizioni o di esperienze in un determinato campo ed è l'unico modo per assicurarsi la costanza nell'alta prestazione.

Essere preparati intellettualmente significa avere studiato, studiare ora e sapere di dovere studiare domani, dopodomani e ancora oltre. Per sempre.

Essere preparati dal punto di vista organico significa sviluppare tutte le capacità motorie e continuare ad allenarle come se ne fossimo sprovvisti.

Il duro lavoro, è l'essenza del successo, non c'è possibilità di riuscita senza questa componente, in qualunque campo, il talento quando presente è sprecato ed esaurisce ben presto le potenzialità se non è supportato dal duro lavoro, che spesso è correlato a sudore, lacrime e sangue.

La chiave di tutto è apprendere dai fallimenti. Valutazione e analisi uniti alla preparazione intellettuale portano alla conoscenza. Il metodo che scaturisce dalla valutazione dell'errore è la via alla performance. Più fallimenti più valutazione critica dei risultati (dati). Fare l'avvocato del diavolo è utile e facilita la crescita. Negare le evidenze e cercare attenuanti la affossa.

Goditi la tua fatica ..... e anche di quelli che fai faticare.

mercoledì 9 dicembre 2009

mangiare meno per vivere di più?

La restrizione calorica viene presentata da alcuni scienziati e da gruppi dei loro proseliti come una delle necessità per allungare la vita oltre il "normale", si, per vivere di più basta mangiare meno ..... forse.

nell'interessante  post che trovi qui, pubblicato su Estropico blog è possibile leggere una disamina su alcuni degli ultimi studi in materia.

Che funzioni sugli animali da laboratorio è risaputo, ma sugli esseri umani ha gli stessi risultati? Mantenendo livelli di mobilità adeguati?

Alcune considerazioni.

I due ormoni principali da monitorare sono insulina e glucagone, (effettivamente anche testosterone e cortisolo sono da controllare) se in regime di restrizione calorica oltre ad abbassare la quantità di alimenti si lavora sull'equilibrio di questi due ormoni i risultati in termini di salute e benessere non dovrebbero mancare.

  Non conoscendo le dinamiche alimentari delle "cavie volontarie", riportato nello studio che puoi leggere qui del Human Calorie Restriction Studies Continue Apace. non è possibile considerare quanto influiscano sulle analisi, certo se l'ultimo pasto è stato dato in serata, ed era a base glucidica, è facile provocare un picco glicemico, e ritrovarselo nelle analisi del mattino.

Come, anche è possibile che in regime di restrizione calorica, l'insulina che è un potente mezzo di captazione delle sostanze nutritive sia in circolo proprio per cercare di catturare più riserve energetiche possibili.


E' grazie a questo meccanismo che siamo sopravvissuti all'epoca dei cacciatori raccoglitori, quando mangiare non era una costante, e grazie a questo meccanismo che stiamo soccombendo all'obesità in un'epoca di abbondanza alimentare.

Quello che fa pensare è proprio il livello basso di testosterone, certo se si misura il testosterone a dei runner da lunga percorrenza è difficile trovarne molto. Anche in questo caso la misura del rapporto testosterone/cortisolo è importante, solo un valore ha poco significato.

La restrizione calorica può essere una soluzione, solo se all'interno di un sistema che preveda una dinamica degli alimenti corretta, che usi alimenti e orari di assunzione degli stessi che rispettino le naturali esigenze dei cicli ormonali. Un esempio, il Gh è rilasiato soprattutto di notte, ed è inibito dagli zuccheri, ergo l'ultimo pasto non dovrebbe prevederne tantissimi o affatto, se si vuole massimizzare l'effetto del Gh.

Per vivere di più oltre a questo è necessario un regime motorio adeguato che abbia come scopo l'efficienza energetica e che non può essere svincolato da un piano di assunzione di antiossidanti.

Minore consumo, meno calorie inutili, più antiossidanti e forse c'è la facciamo a goderci qualche anno in più.

Hah,  le ricerche. Che bella cosa, forse è meglio misurare, sempre, senza avere un'idea del risultato.....

martedì 8 dicembre 2009

Crampi e contratture ai polpacci, recupero rapido.

Ultimamente sono in parecchi che mi chiedono cosa fare con  le contratture ed i postumi dei crampi ai polpacci, i commenti sono: ho i polpacci di pietra, si sono induriti improvvisamente e così sono rimasti, li ho completamente contratti. Ecc.  Ecco alcuni semplici consigli per recuperare prima questa fastidiosa evenienza.

E' d'obbligo il controllo medico, poi se tutto è ok, puoi procedere.

N° 1, scaricare la catena miofasciale posteriore, basta mettere un piede su una pallina di gomma dura dura e fare scorrere la pianta per una decina di minuti, e così si ottiene un piccolo sbocco di tutta la catena di muscoli che parte dal piede e raggiunge il collo, con il conseguente rilassamento.


La seconda cosa da fare è decomprimere i tessuti.  Come si fa? Comprimendoli, con la tecnica del matterello come indicato nel post "postura migliore senza spendere soldi" che trovi qui.
Questa tecnica di massaggio eseguita di sbieco, dall'alto verso il basso come i rami di un albero di Natale darà già ottimi risultati nel distribuire le fibre muscolari.

Una tecnica super per svegliare i piedi e permettere un  bilanciamento della muscolatura delle gambe è quella del terreno artificiale, provala me ne sarai grato.

terza fase, devi ripristinare la mobilità delle caviglie, i polpacci ci sono attaccati non te lo scordare, e cliccando su ridiamo la mobilità alle caviglie trovarai un articolo che fa al caso tuo.

E se sei vuoi fare tutto da solo? 

Semplice, utilizzando un tubo da canalizzazione, lo si trova nei negozi di idraulica, bello robusto, con un diametro di 10, 15 cm e lungo una cinquantina, o un parabordo da nautica,  ci si siede per terra e poggiando il polpaccio sul tubo ci si rotola sopra, cambiando continuamente angolo, dopo 10 minuti il polpaccio avrà ritrovato un pò della sua naturale elasticità, questo esercizio lo puoi alternare ad uno strtetching "morbido".

Nel post : "lavoriamo sui muscoli stretching e massaggio" che trovi qui. Troverai maggiori notizie.

Ma non basta, il polpaccio o meglio il tricipite surale, lavora assieme ai quadricipiti ed al gluteo. sarà bene allungare e molto questi due muscoli, utilizzando diversi angoli di stretching,sempre molto soft, mi raccomando.

 Ancora non basta, se vuoi migliorare le cose devi fare gli impacchi d'argilla, per come si preparano gli impacchi puoi consultare il post che trovi qui "argilla per i piccoli acciacchi" ed applicare l'argilla la notte per decongestionare l'area, questa ti aiuterà a ridurre eventuali gonfiori residui.

Se vuoi saperne di più, leggendo di alcune tecniche avanzate, clicca su crampi alle gambe

altro articolo interessante su come prevenire i problemi alle gambe ed ai piedi lo puoi leggere su migliorare l'uso dei piedi



corri libero, corri felice

venerdì 4 dicembre 2009

Obesità, dimagrimento...... fatica




Questo post vuole essere solo una raccomandazione.
Qundo si parla di obesità ci si riferisce ad un ampio range di possibilità, si può passare dai 15 chilogrammi di sovrappeso ai 100, 150 o anche oltre. Il dimagrimento in questi casi non è semplice, però vale la pena di fare questa fatica.

Quando un grande obeso decide di dimagrire e ottiene lo scopo con immaginabili sacrifici e stress, può capitare che dopo qualche tempo assieme alla vita ritrovata,  voglia intreprendere le attività che fino a poco tempo prima gli erano negate. Questo punto coincide con un periodo in cui si comincia ad affrancare dallo staff medico che lo ha seguito fino a quel momento.

Qui è il momento di stare attenti. Senza allarmarsi bisogna fare le bene cose, non sempre le persone a cui ci si rivolge sono qulificate a seguire un programma post dimagrimento.

Quei chili che si sono portati per lungo periodo sono spariti, come aver tolto uno zaino pieno di sacchetti di sabbia, uno dopo l'altro i chili di troppo sono andati via, il mondo è di nuovo a portata di mano, si tendrà a strafare, dopo il primo periodo di stanchezza dovuto alla restrizione calorica, si comincerà a fare tutto e più di tutto, certo passare dall'immobilità o quasi alla normalità tutto sembra facile, dopotutto con 100 o più chili in meno, si vola.

Quindi non dimentichiamo però tutti gli anni passati con quei chili, anni fatti di sedie, letti e divani, anni in cui il cuore faticava a lavorare per i chili in più non programmati all'origine.

Quello del  tempo e della pazienza è un argomento spinoso, è imperativo programmare per almeno due anni il post dimagrimento, una programmazione eseguita con metodo scientifico che prenda in considerazione tutte le attività quotidiane, se fatto in questo modo si massimizzano i benefici e si minimizzano i rischi. I due anni servono a riprogrammare la memoria del corpo e permettere al cuore di trovare un equilibrio senza essere stressato prima dai chili e dopo dal surplus di attività.

Quindi, Godetevi la Nuova Vita.