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Teoria del riscaldamento nel calcio

Ho già parlato dell'argomento riscaldamento in diversi post, non parlerò in questo su quali siano gli obiettivi di un buon riscaldamento, sono scontati, indicherò invece quello che serve per ottenere dei risultati nel calcio partendo dal warm up.

La fase di riscaldamento deve fare passare da una dimensione temporale ad un'altra, e allenamento o partita che sia richiede attenzione, intenzione e presenza da parte del giocatore. Attenzione rivolta sull'ambiente, sugli occupanti l'ambiente e sugli attrezzi. L'intenzione di ottenere l'obiettivo, protratta dal primo all'ultimo minuto, non basta dire lo voglio, bisogna perseverare nell'ottenimento.
La presenza, perchè pure dando per certe le prime due richieste, bisogna esserci con mente e corpo per fare bene, esserci e pensare ad altro da pochi frutti.

Semplice? No, affatto. Generazioni di tecnici hanno e ancora utilizzano il riscaldamento in modo improprio. Se si vuole ottenere di più non si può prescindere da un riscaldamento eccellente.

Strutturare il riscaldamento richiede lo stesso impegno che richiede una parte "nobile" dell'allenamento, come la tattica ad esempio.

Warm up eseguiti male accumulano stress e microtraumi che poi si trasformano in lesioni muscolo tendinee. Scarsi livelli attentivi portano pochi risultati e rischi di infortuni. Una fase di avviamento incompleta porta ad uno svantaggio iniziale e ad un rendimento al di sotto del giusto.

Come costruire un riscaldamento ottimale? Ci sono diverse ricette.

Un modo possibile di warm up con i professionisti è quello di dividerlo in due parti, una parte autonoma di 10 minuti ed una parte collettiva.

Allo stesso modo è possibile iniziare la seduta in anticipo utlizzando 10,15 minuti per eseguire esercizi che "lavorino"le carenze del singolo, che sia l'elasticità, alcuni esercizi di forza, il core stability ecc, poi si passa al riscaldamento di squadra, che completa il tutto.

Educare il soggetto a provvedere in parte al proprio riscaldamento è fondamentale per trovare il giusto livello di focus attentivo e il riscaldamento finalizzato, solo il soggetto sa cosa gli serve veramente in quel momento, il difficile è farglielo capire.

Il difficile, appunto, è insegnare al soggetto le sensazioni e farlo uscire dalla routine, ad esempio, quando chiedo ai giocatori perchè allungano quel muscolo piuttosto che un'altro, mi rispondono non lo so, per abitudine. Vi rendete conto che certe abitudini diventano pericolose. Un buon riscaldamento perte da un buon insegnamento, e da una buona conoscenza.

Un warm up interamente di gruppo, deve prevedere esercitazioni per l'uso dei piedi, del respiro, di accensione delle capacità cognitive, e poi deve rispecchiare il seguito della seduta o la partita.

Nel calcio è importante l'uso di angoli di cambio senso e cambio direzione ridotti, quindi il riscaldamento deve prevedere queste situazioni in modo progressivo.

La parte più importante è quella mentale, il giocatore deve andare quasi in trance per poter dare il massimo, ed è anche la parte più difficile.

Fine prima parte.

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