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Preparazione, allenare la velocità nel basket.

La velocità nel basket, allenarla? Va bene se è questa la richiesta cominciamo a definire gli obiettivi partendo da un’analisi grossolana della faccenda.

Una partita di basket è fatta di salti, accelerazioni, stop, ripartenze, sprint per 15 metri raramente sprint per 20 metri, cambi di senso, cambi di direzione.

Cosa vuoi allenare allora di quello che ti ho elencato? Fare esercitazioni di sprint mi sembra eccessivo, se fai fare 4 serie di 6 volte i 20 metri pensi di avere risolto il problema?

La velocità nel basket si allena da angoli diversi e non è possibile, almeno non è utile allenarla in modo canonico, come si fa nell’atletica leggera.

Cos’è la velocità in fisica? Da wikipedia: “in fisica, la velocità indica la rapidità di moto (modulo), la direzione e il verso di un corpo in movimento”. Da qui si deduce che i parametri di verifica sono spazio e tempo. Uno spazio diviso un tempo, è questo che vuoi allenare? Esistono spazi costanti da coprire durante una partita di basket?

I tuoi obiettivi devono essere intanto mirati alla forza, senza una forza sufficiente non si riesce ad accelerare il corpo dalla quiete alla massima velocità e non si riesce a decelerare in tempo. Nella pallacanestro le sequenze concentrico eccentrico sono maggiori rispetto ad altri sport con spazi maggiori, il calcio ad esempio.

Morale devi allenare quello che usi.

Migliorare la forza quindi è il primo passo. Come fare? Sovraccarichi in palestra, con cognizione di causa però. Esercizi tecnici di sprint ripetuti con 6 o 7 appoggi al massimo. Circuiti ad alta intensità con frenate e ripartenze. Di questi ultimi un esempio nella figura seguente.
I percorsi saranno lunghi dai 10 ai 20 metri totali con cambi di direzione, di senso, frenate brusche e ripartenze esplosive. 3, 5 serie da 6 od 8 ripetizioni possono dare il risultato voluto, naturalmente il carico è legato allaqualificazione fisica della squadra.

Una volta allenate queste queste capacità si passa alo sviluppo tecnico della velocità, ricorda: la velocità è più limitata quanto è più sviluppato il livello tecnico. Vale a dire che è inutile correre i 100 metri in 10 netti se il tuo giocatore perde il pallone ogni volta che prova ad accelerare. La tecnica è sovrana.
Allena la velocità con esercizi tecnici, i fondamentali ad esempio e sappi che il limite è rappresentato dalla perdita del pallone o dall’errore. Quindi costruisci delle situazioni per cui bisogni realizzare un compito tecnico e portale al limite dell’errore.

Prova Così

Commenti

  1. Il suo articolo è molto interessante.
    Chi oggi allena squadre di esordienti o giovanili, tocca con mano il gap di capacità motoria dei ragazzi di oggi.
    Concordo che la tecnica sia la competenza più importante da acquisire, riuscire fare entrambe le cose sarebbe ottimale.
    Non sono riuscito ad interpretare come si svolgono le fasi degli allenamenti da lei indicati nei disegni, può spiegarmeli ?
    La ringrazio per le competenze che condivide in rete.
    Roberto M.

    RispondiElimina
  2. La ringrazio per l'attenzione, uno dei problemi principali che incontro (o meglio il problema principale) è che esiste una profonda differenza tra come erano i ragazzi di due, tre o anche quattro generazioni fa rispetto a quelli di ora. purtroppo i sistemi di lavoro sono basati su pattern di quando erano ragazzi i quarantenni di oggi. sto facendo un grande sforzo per modulare i sistemi di lavoro sugli schemi reali degli atleti odierni, ne parlerò su un prossimo post.
    Tornando all'articolo, il lavoro si basa sulla presenza di continui cambi di senso e direzioni su distanze totali delimitate, le continue accelerazioni e decelerazioni costringono l'atleta a sviluppare caratteristiche utili al basket, se una volta trovata la giusta padronanza del corpo, si vogliono aggiungere dei fondamentali, mantenendo sempre la massima intensità possibile. Come usare lo schema: 1)calcolare la distanza da percorrere, cresce a seconda delle categorie;
    2) a seconda della struttura fisica si inseriscono più o meno cambi di senso e direzione 3) mantenendo fermi i primi due punti, si cambia il percorso continuamente;
    4) quando si raggiunge un discreto controllo del corpo si inseriscono dei fondamentali, semplici. 5) la quantità cresce a secondo la categoria
    6) il recupero deve essere completo, per 10" di lavoro 60" di pausa, con una buona rotazione si lavora con discreta densità.

    Spero di avere soddisfatto la richiesta, in caso contrario non esiti a commentare.
    Grazie

    RispondiElimina

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