Passa ai contenuti principali

Se i risultati non arrivano, anche se vi allenate tanto.

Ieri ho avuto un colloquio con un amico e ora anche cliente a proposito degli scarsi risultati fisici che aveva ottenuto, questi purtroppo sono mancati, nonostante l’ottimo approccio che il mio amico ha avuto nell’organizzare la propria rimessa in forma.
Il progetto del mio amico prevedeva: dieta, prodotta da un nutrizionista, allenamento in palestra più allenamento aerobico (cardio) all’aria aperta, con quantità di lavoro adeguate. Quali possono essere state le cause del mancato successo della strategia del mio amico?
Analizziamo meglio. Il piano nutrizionale è il primo indagato, non stiamo qui a discuterne i contenuti, ricordiamo che esistono meccanismi ancestrali che devono essere tenuti in conto. Dimagrire, significa sottrarre al corpo energie e risorse, non importa se parliamo di un paio di chili o di decine di chili, il corpo percepirà sempre una sottrazione, un furto. Il corpo, che non è un involucro ma una collettività di cellule, entra immediatamente in difesa diminuendo i consumi. L’allenamento, il secondo indagato, per essere ottimale deve prevedere un dispendio energetico medio alto, anche in questo caso si assiste ad una ritenzione per evitare di sprecare troppe energie. Da questi due punti salta agli occhi che allenamento e dieta vanno gestiti, perché l’uno inibisce i progressi dell’altro. L’allenamento diminuisce o rallenta gli effetti della dieta. Questo è meno avvertibile con soggetti molto allenati, che possono incorrere in problematiche di scarso rendimento riconducibili ad una forma di over training. Altra domanda da farsi è perché si è preso peso, il momento emozionale del soggetto è da prendere in considerazione, come già detto più volte in questo blog, le emozioni hanno una rilevanza sulla performance e sull’estetica estremamente rilevante.
I tre passaggi esposti meritano un minimo di approfondimento.
Nutrizione, per questa si deve considerare il soggetto secondo la tipologia metabolica, il tipo di lavoro, il profilo caratteriale, i ritmi sonno veglia e molto altro. É fondamentale lavorare secondo le dinamiche degli alimenti e non secondo il potenziale calorico. Un soggetto a metabolismo lento, con una grande reattività dell’insulina sarà trattato diversamente da un soggetto a metabolismo rapido che mangia troppo. Il tipo di soggetti con cui si interfaccia nella professione e nella vita sociale ha rilevanza.
Allenamento, come per la nutrizione l’allenamento deve essere organizzato secondo la tipologia del soggetto, due persone uguali non esistono e quindi due allenamenti uguali non esistono. L’allenamento così come l’alimentazione deve subire continue variazioni, deve seguire la dinamica del soggetto, non può essere legato ad un programma statico.
Gli obiettivi dell’allenamento si dividono in diretti ed indiretti. Diretti, immediati in senso di tonificazione, afflusso di sangue, calorie consumate, tessuti danneggiati.
Indiretti, consumo metabolico alterato dopo l’allenamento per più ore possibile, processi di riparazione dei tessuti, supercompensazione.
Profilo emozionale, questo è il più importante dei tre, ed il più difficile da gestire, io uso diverse tecniche per armonizzare il profilo emozionale e liberare le ritenzioni dovute ad esso, non tenerne conto significa fallire.
Le regole per ottenere risultati sono “semplici”, se c’è la volontà basta tenere conto di tutti i parametri che creano blocchi al miglioramento.

Commenti

Post popolari in questo blog

Crampi e contratture ai polpacci, recupero rapido.

Sono sempre in  parecchi quelli che mi chiedono cosa fare con  le contratture ed i postumi dei crampi ai polpacci. I commenti sono: ho i polpacci di pietra, si sono induriti improvvisamente e così sono rimasti, li ho completamente contratti, ho avuto una distrazione di 9 mm .. Ecc.  
Ecco alcuni semplici consigli per recuperare prima questa fastidiosa evenienza.
E' d'obbligo il controllo medico, ecografia o RMN, vedrà lui cosa fare, ma va fatto, poi se tutto è ok, puoi procedere con le mie info.

Questo perché, se pensi di fare da solo, di decidere di cosa si tratta, sei nel immerso letame fino al collo, è sono stato gentile. 
Le cose da fare

N° 1, scaricare la catena miofasciale posteriore, basta mettere un piede su una pallina di gomma dura, molto  dura e fare scorrere la pianta per una decina di minuti, e così si ottiene un piccolo sbocco di tutta la catena di muscoli che parte dal piede e raggiunge il collo, con il conseguente rilassamento.
N°2, La seconda cosa da fare è decompri…

Adduttori affaticati e contratti

Ritorno sull'argomento adduttori affaticati e contratti, revisionando e ripubblicando questo post, scritto nel marzo 2012. In questi giorni ho avuto modo di sentire e leggere molte “idee” sulla “gestione” di questi muscoli, e come al solito trovo delle incongruenze di natura meccanica e funzionale nei metodi di tonificazione e de-tonificazione di questi muscoli. Dicembre 2014
L'argomento interessa in particolare gli atleti, i preparatori fisici e gli allenatori.

Postura migliore e senza spendere soldi con i massaggi.

Una postura migliore senza spendere tanti soldi è possibile basta un poco di impegno. E con questo post ti faccio un regalo che vale oro per ogni lettera scritta. Prima però leggi i 7 errori da evitare per rovinare la postura.

Quando ho iniziato a fare il posturologo nella mia città, Reggio Calabria, il mio impegno era rivolto agli sportivi professionisti delle squadre con cui lavoravo. Dopo, quando ho portato "fuori" dall'ambito sportivo al mia attività ho utilizzato molte delle cose che avevo scoperto lavorando con gli sportivi. 
Questa è una, i massaggi.

Farsi fare i massaggi dal partner o da un amico/a o per alcune tecniche imparare a farseli da soli è un buon modo per stare bene, e per chi fa sport massimizzare gli effetti dell’allenamento. Oltre che il benessere psicofisico che ti fa raggiungere, aiuta mente e postura.

Quelle che illustrerò in seguito, sono tecniche di massaggio che insegno ai miei atleti ed ai loro istruttori, o ai miei clienti e ai loro familiari. L…