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Settore Giovanile, programmare la tradizione

Soldi, pochi, sempre di meno, non bastano mai! Ma è possibile che nessuno veda come stiano le cose realmente? Ogni volta che parlo con qualcuno di come andrebbe strutturato un settore giovanile per costruire la spina dorsale di una società, si finisce li: non abbiamo la disponibilità, da noi non c'è la tradizione, e frasi fatte di questo tipo. Il punto è che trasudiamo burocrazia. Per prima cosa i dirigenti si comportano spesso come i vassalli medievali, assieme ai loro sottoposti, valvassini e valvassori gestiscono piccole aree di "potere" e si arroccano sulle loro posizioni, permettendo minimi margini di sviluppo. Poi gli staff non seguono mai un'organizzazione aziendale, come se lo sport appartenesse ad una dimensione astratta.
Un allenatore, o un massaggiatore non possono allontanarsi da logiche aziendali, però per ottenere questo bisogna addestrarli, nella mente, nel cuore e nell'anima, dopo sarà facile fare diventare normale l'eccezionale.
Non si riesce a fare un piano programmatico ed avere la serenità di portarlo avanti, non dico un piano quinquennale da unione sovietica anni 60, ma un percorso da poter seguire con la tranquillità e la pressione giusta. Costringere gli staff di prima squadra ad utilizzare i giovani per farli emergere e non come contentino al presidente o perché hanno fatto bene lo sparring in allenamento. Il cervello raggiunge la maturità completa a 20 anni e un giocatore con le giuste doti deve essere nell'orbita della prima squadra almeno da tre, se vogliamo provare a dare una svolta alla sua carriera, ed alla nostra Società.
Sul piano delle tradizioni, se non ci sono bisogna crearle. Un esempio di società che eccelle, pure non avendo molti soldi, proprio perché lavora con i giovani è il Partizan Belgrado di basket, leggetevi qui l'interessante disamina fatta su blog basket Caffè andatevi a guardare il post anche se vi occupate di calcio o altro sport di squadra. Le logiche del Partizan Belgrado sono semplici, fare da calamita per i giovani di talento della regione geografica, iniziare presto, lanciarli giovanissimi in prima squadra, vendere, e sostituirli con altri giovani in un turnover incessante. Tutto basato sulla programmazione e il metodo.
Da qui, metterò in rete una serie di articoli a cadenza settimanale, su come dovrebbe essere organizzata l'area fisica in una società che volesse provare a diventare solida, pure non avendo i soldi del Real Madrid

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