Passa ai contenuti principali

Allenamento, migliorare l'uso dei piedi

 Palesemente vacanza

Uno degli obiettivi che tutti gli allenatori si prefiggono è: migliorare l'uso dei piedi. Facendo allenamento mirato o lavorando sulle posture tecniche o cercando di aumentarne l'esplosività, la reattività, l'elasticità e chi può aggiunga qualcosa. Se vuoi veramente addentrarti in questa cosa inizia a pensare fuori dagli schemi.



I piedi nel tempo hanno portato tanto materiale nelle carpette degli allenatori, qui riporterò parte di un lavoro che utilizzavo come riscaldamento alternativo molti anni fa.

Per prima cosa ricorda che: le attività che portano alla performance passano attraverso i piedi.

Allenare la muscolatura ed il connettivo del segmento piede caviglia porta benefici molto più in alto.
Pensa allo squat come esercizio simbolo del potenziamento dell'arto inferiore, ebbene, prima che entrino in funzione i quadricipiti ed i glutei si attivano i tibiali ed altri piccoli muscoli del piede e della caviglia.

Se hai la possibilità di misurare il lavoro durante uno squat, chiedi al tuo atleta di spingere il pavimento e non il bilanciere, così facendo dovrà concentrarsi sui piedi, noterai un aumento della potenza solo per questa attivazione "mentale".

  • L’esercizio inizia camminando chiedendo all'atleta di focalizzare  l'attenzione sull’uso del piede, sulla fase di appoggio, sulla rullata e sulla spinta. Pensa fuori dagli schemi e chiedi all'atleta di usare l'immaginazione mentre lavora, chiedigli di vedere il piede con la mente.
  • successivamente bisogna chiedere la modifica del passo esagerando l’appoggio sull’esterno, sull’interno sulla punta e sul tallone, azioni poco naturali ma essenziali, per mettere in tensione e in contrazione i legamenti e riattivare circuiti cinestetici che si ricordano di esistere solo quando ci si becca una distorsione.
  • dopo si ritorna a camminare normalmente richiedendo una focalizzazione sul ciclo del passo. Insegnare a visualizzare l'azione facilita di molto il training. 
  •  Si inizia a correre, si richiede attenzione e si passa a ripetere gli appoggi su diverse porzioni del piede, correre complica le cose, richiedi attenzione sulla corsa e su come si muovono i segmenti corporei che stanno sopra. In pratica si inizia a mettere in relazione l'intero corpo. Anche qui un processo di visualizzazione aumenta di molto l'efficacia, pensare di essere un burattino fatto a segmenti può aiutare, oppure inventa tu qualcosa.
  • ora si inseriscono delle andatura tipiche (skip, tip tap vari tipi di corsa) da eseguire ad intensità crescente e coinvolgendo parti diverse del piede e facendo “trascinare” le parti soprastanti.
  • utilizzare varie inclinazioni del busto per fare sentire la facilità o meno nella spinta, percepire il proprio baricentro è importante pe raggiungere l'eccellenza.
Ogni andatura si porta per almeno 25 metri. L’intensità aumenta con il passare del tempo, osserverai che alcuni riescono facile su una porzione del piede, da qui puoi trarre utili indizi per capire quali catene muscolari funzionali siano maggiormente sollecitate e su quali concentrarti.

Una dritta, se il tuo atleta poggia con facilità il piede sulla porzione interna, evitagli lo squat.

Gli atleti scopriranno, in modo inconscio, che al piede c’è attaccata la gamba, alla gamba la coscia e così via, e che quel movimento portato da una porzione del piede funziona meglio rispetto a prima.

E soprattutto che il piede non serve solo come appoggio!!!

Questo lavoro è da utilizzare prima di insegnare la tecnica, la consapevolezza acquisita ed una attenta scelta della progressione didattica permette una migliore assimilazione degli esercizi e un utilizzo migliore delle leve articolari, a tutto vantaggio del risultato finale.

Altro motivo per cui vale la pena somministrare questo tipo di esercitazione è la prevenzione degli infortuni alle gambe, e il rafforzamento che si ottiene sui muscoli piccoli che non farà altro evitare di incorrere in crampi e contratture ai popacci.


La foto è di litz

articolo interamente riscritto, originale in data 5-4-09

Commenti

Post popolari in questo blog

Crampi e contratture ai polpacci, recupero rapido.

Sono sempre in  parecchi quelli che mi chiedono cosa fare con  le contratture ed i postumi dei crampi ai polpacci. I commenti sono: ho i polpacci di pietra, si sono induriti improvvisamente e così sono rimasti, li ho completamente contratti, ho avuto una distrazione di 9 mm .. Ecc.  
Ecco alcuni semplici consigli per recuperare prima questa fastidiosa evenienza.
E' d'obbligo il controllo medico, ecografia o RMN, vedrà lui cosa fare, ma va fatto, poi se tutto è ok, puoi procedere con le mie info.

Questo perché, se pensi di fare da solo, di decidere di cosa si tratta, sei nel immerso letame fino al collo, è sono stato gentile. 
Le cose da fare

N° 1, scaricare la catena miofasciale posteriore, basta mettere un piede su una pallina di gomma dura, molto  dura e fare scorrere la pianta per una decina di minuti, e così si ottiene un piccolo sbocco di tutta la catena di muscoli che parte dal piede e raggiunge il collo, con il conseguente rilassamento.
N°2, La seconda cosa da fare è decompri…

Adduttori affaticati e contratti

Ritorno sull'argomento adduttori affaticati e contratti, revisionando e ripubblicando questo post, scritto nel marzo 2012. In questi giorni ho avuto modo di sentire e leggere molte “idee” sulla “gestione” di questi muscoli, e come al solito trovo delle incongruenze di natura meccanica e funzionale nei metodi di tonificazione e de-tonificazione di questi muscoli. Dicembre 2014
L'argomento interessa in particolare gli atleti, i preparatori fisici e gli allenatori.

Postura migliore e senza spendere soldi con i massaggi.

Una postura migliore senza spendere tanti soldi è possibile basta un poco di impegno. E con questo post ti faccio un regalo che vale oro per ogni lettera scritta. Prima però leggi i 7 errori da evitare per rovinare la postura.

Quando ho iniziato a fare il posturologo nella mia città, Reggio Calabria, il mio impegno era rivolto agli sportivi professionisti delle squadre con cui lavoravo. Dopo, quando ho portato "fuori" dall'ambito sportivo al mia attività ho utilizzato molte delle cose che avevo scoperto lavorando con gli sportivi. 
Questa è una, i massaggi.

Farsi fare i massaggi dal partner o da un amico/a o per alcune tecniche imparare a farseli da soli è un buon modo per stare bene, e per chi fa sport massimizzare gli effetti dell’allenamento. Oltre che il benessere psicofisico che ti fa raggiungere, aiuta mente e postura.

Quelle che illustrerò in seguito, sono tecniche di massaggio che insegno ai miei atleti ed ai loro istruttori, o ai miei clienti e ai loro familiari. L…