giovedì 12 novembre 2015

CRESCI BENE MIGLIORANDO



Il progetto,
 Cresci Bene Migliorando 
 “dalla postura alla prestazione nei settori giovanili”

Si pone l'obiettivo di sviluppare adeguatamente tutte le attività motorie utili alla crescita dei giovani atleti, attività che rispondono al principio:
“Gli operatori sportivi e le società sportive sono i guardiani della crescita dei giovani atleti. Devono possedere le qualità e le competenze adatte a svolgere questo scopo”. G.R. 


Non sempre le risorse economiche permettono uno sviluppo adeguato delle attività utili alla crescita dei ragazzi. E' necessario approfondire le tematiche, intensificare gli sforzi per dare a tutti l'opportunità di migliorare. Il progetto cresci bene migliorando si prefigge questo scopo.

Se vuoi saperne di più scarica il file #crescibenemigliorando

Gaetano Rosace
Preparatore fisico, esperto di postura e movimento
Sviluppatore di progetti in ambito formativo/sportivo 


foto di Maria Georgieva
on flickr

mercoledì 4 novembre 2015

SINTESI DI L’ESTATE PER SVILUPPARE IL TALENTO

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Un progetto innovativo come si è rivelato “l’estate per sviluppare il talento”, a distanza di qualche mese dalla sua realizzazione, merita un consuntivo, una sorta di sintesi, da cui partire per ulteriori sviluppi e progetti simili per organizzazione e finalità.

Il progetto
In un momento di difficoltà economica delle piccole società sportive e di cecità programmatica delle grandi, si assiste a un progressivo impoverimento delle possibilità di sviluppo dei giovani atleti.
Mancano le risorse economiche, con cui pagare dei professionisti dotati di capacità ed esperienze tali da poter permettere ai giovani un salto qualitativo, e questo provoca un vuoto di conoscenze, non essendoci appunto all’interno delle società sportive punti di riferimento dotati di know-how tale da garantirne lo sviluppo.

Dopo aver ragionato per lungo tempo su queste difficoltà, e su come i ragazzi siano aiutati a superare gli ostacoli in altri campi della loro crescita, come con il doposcuola o le lezioni private di musica o arte, ho organizzato il progetto studiando una triangolazione d’intenti, come in una piramide a base triangolare con in cima il giovane atleta.




martedì 27 ottobre 2015

Addominali, istruzioni per l’uso

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Prima parte

 Negli ultimi anni ho letto una quarantina di studi di riferimento sull’allenamento degli addominali. Quello che traspare dai vari studi è un progressivo allontanamento, una forte presa di distanza, da quelli che sono gli addominali classici i sit up o i crunch tanto utilizzati in palestra, indirizzandosi verso esercitazioni di altra natura dotate un più ampio respiro e sicuramente legate alla reale fisiologia dell’individuo. 
Gli addominali classici, comportano un carico eccessivo sui dischi intervertebrali lombari, con un orientamento in posteriorità dell’osso pelvico, “tilt posteriore del bacino”.
Quando dall’ortopedico o dal fisiatra sono prescritti, nei casi di lombalgia, gli esercizi addominali, il rischio, se l’operatore preposto usa esercizi standard, è quello di peggiorare la problematica con la possibilità di danneggiare ulteriormente il disco deteriorando l’anello fibroso per surplus di tensioni. 

lunedì 26 ottobre 2015

ALLENAMENTO FUNZIONALE

--> Cos’è l’allenamento funzionale? A che serve? Come distinguerlo da altri metodi di allenamento?

Struttura e funzione: secondo una teoria è la Struttura a governare la Funzione. Questo è vero, anche se la struttura si è evoluta nel tempo per permettere lo svolgimento di determinate azioni, le funzioni motorie. La struttura vincola e dirige la funzione, se quest’ultima non è sviluppata al meglio la struttura perde le sue potenzialità e riduce di conseguenza le possibilità di movimento.

L’allenamento è un processo tramite il quale s’interviene in modo organizzato al fine di ottenere la migliore prestazione possibile. È un processo distruttivo, (distruzione +/- controllata) dove è fondamentale il fattore rigenerativo al fine di ottenere la migliore risposta organica possibile, la famosa supercompensazione.

Io penso che ci siano due possibili definizioni di allenamento funzionale.

giovedì 22 ottobre 2015

Hamburger di lenticchie per atleti

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Ricetta  per atleti e non, a base di lenticchie
Lavorate come se fossero un hamburger.

Premetto che non sono vegetariano, però, credo che un’alimentazione a base vegetariana (dieta mediterranea) possa essere molto salutare, per tutti.

Seguo molti atleti vegetariani e qualcuno vegano. Spesso, quando parliamo di alimentazione, saltano fuori parecchie problematiche. 
Muscoli e vegetali non sembrano un’accoppiata vincente, invece si possono ottenere risultati eccellenti.

Nutrire un’atleta vegetariano può essere ostico, si tende sempre a perdersi dei nutrienti importanti e rischiare carenze anche gravi. 
Con un poco d'attenzione è possibile farlo bene e si possono preparare dei piatti con un profilo nutrizionale completo.

lunedì 12 ottobre 2015

I 7 errori che rovinano la postura.


Partendo da questa premessa:

“Prima di guarire qualcuno, chiedigli se è disposto a rinunciare alle cose che lo hanno fatto ammalare” (Ippocrate)

scopriamo assieme quali sono  i 7 errori più frequenti che facciamo quotidianamente e che danneggiano la nostra postura, e, di conseguenza, la nostra salute.

mercoledì 23 settembre 2015

Allenarsi a 40 anni e non morire.

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Non fare gli scongiuri e leggi.
Allenarsi a quaranta anni, ma vale anche 30, a 50 o a 60 e non morire dal dolore, o  nel senso letterale del termine, penso sia un argomento degno di attenzione. Parliamone. Tra i quaranta e i cinquanta anni, in molti, scatta la voglia o la necessità di fare sport, di mettersi alla prova, di recuperare il fisico perduto o di farselo, per chi non l’ha mai avuto. Improvvisamente compare una nuova coscienza di se, o si è spinti da atri motivi tra cui la salute, e ci si ritrova in negozio a comprare indumenti sportivi pronti a fare gli “atleti”. Le motivazioni possono essere molte, su alcune meglio non indagare.

Tratto da storie di ordinaria follia….. lavorativa…..

giovedì 17 settembre 2015

Mal di schiena, i 10 (e più) luoghi comuni più diffusi.

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Mal di schiena, ne sento ogni giorno di tutti i generi, ecco i 10 (e più) luoghi comuni più diffusi, buon divertimento.
Ne sento di tutti i generi, per lo più sono credenze che nel tempo si sono “solidificate” a tal punto da essere assunte a certezze. Per lo più si tratta di “scappatoie taglia corto ” da parte di professionisti che conoscono e praticano benissimo il loro lavoro, ma conoscono poco i campi vicini. Immagino che non avrebbero nemmeno il tempo di approfondire queste tematiche, o di seguire l’evoluzione e i risultati ottenuti dal soggetto.
Mi sembra anche logico, io non saprei, nell’ordine:
incidere la cute, praticare una laminectomia, e poi suturare.
Non ho la più pallida idea di come si faccia, non lo faccio per lavoro perché non ho studiato per fare questo. Però ho studiato, e studio tuttora la statica e il movimento umano e ho accumulato in oltre 25 anni tra le  35000 e le 40000 ore di esperienza diretta sul campo in queste tematiche. A ognuno il suo.
Ecco un elenco di luoghi comuni sul mal di schiena.

lunedì 14 settembre 2015

Giovani, la preparazione spontanea.


Giovani, la preparazione spontanea.
Cosa non c’è più, cosa manca, cosa si può fare.

Osservando il mondo sportivo, con gli occhi di chi lavora con gli adulti, non posso non guardare indietro e cercare di comprendere come fare ad avere degli sportivi adulti migliori.

Che ci sia una notevole differenza, tra passato e presente, nello sviluppo delle capacità “fisiche” dei ragazzi è certo. Prima di pensare che non  valga la pena lavorarci, cerchiamo di capire cosa abbiamo perso, cosa non abbiamo più e come fare a colmare le lacune createsi.

Manca il gioco di strada, che detto così sembra poca cosa, ma se ci si pensa bene, con il gioco,  mancano: la socializzazione, la competitività, lo sviluppo di capacità fisiche e coordinative e l’uso dei sistemi energetici secondo ritmi biologici.
Non ho intenzione di dilungarmi sulla materia, darò solo degli input, che se colti possono aiutare a cambiare le cose, o almeno, possono spingere qualcuno a mettersi a studiare un modo per cambiarle.

Una cosa che non c’è più: intensità e densità del gioco spontaneo.

lunedì 7 settembre 2015

Calabria, giovani sportivi e condizione fisica.

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Calabria, giovani sportivi e condizione fisica.
Ovvero, la morte della triade Velocità Tempo e Distanza.

In Calabria, da mie osservazioni, la condizione fisica dei giovani atleti ha subito una tendenza inquietante verso il segno meno. Valutando per lavoro molti giovani atleti, provenienti da diversi sport, sia individuali che di squadra, e pur essendo alcuni di questi, atleti di talento, il gap fisico con i pari età di altri periodi storici è notevole.
Purtroppo anche il confronto diretto con altre regioni d’Italia non è confortante e attualmente tende a farci rimanere nelle retrovie.

Prenderò come spunto la pallacanestro, sport, dove avendo svolto per un paio di anni l’incarico di Preparatore Fisico Territoriale ho avuto l’opportunità di osservare in azione i migliori prospetti del basket Calabrese, questo comunque è un esempio sovrapponibile a molti altri sport, e a molte altre regioni.

venerdì 21 agosto 2015

La valutazione dell’uomo/atleta

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o la valutazione dell'atleta/uomo se preferisci

Se un preparatore fisico, ad esempio, deve valutare un’atleta, ha un’ampia possibilità di scelta di mezzi e metodi di analisi. Il professionista deve solo districarsi tra GPS, accelerometri, pedane di salto, fotocellule, celle di carico, cardiofrequenzimetri, misuratori di lattato, videocamere ad alta velocità ecc. Ci siamo passati tutti, o quasi, attraverso acquisto e sperimentazione di questi magnifici “giocattoli”.

Alla fine, che misurano “questi cosi”?
Misurano espressioni, capacità e limiti di lavoro fisico.
E quindi, conoscendo i dati, abbiamo risolto i nostri problemi? 
Non del tutto…… forse per niente …….anzi pochino.

Sembro indeciso, vero? Cerca di capirmi, io vado matto per questi costosi “ammennicoli”, e vado pazzo per la ricerca, ma a un certo punto della mia vita professionale i conti non tornavano e ho scoperto la verità, la mia verità, e da allora le cose non sono state più le stesse. Mi sono complicato la vita per renderla più semplice agli altri, agli atleti. Non sono capace di girarmi dall’altra parte se vedo un problema.

Ora ti spiego.
Ho coniato a tal proposito, un motto che per me ha un grande significato, eccolo:

prima di allenare l’atleta, bisogna valutare e migliorare l’uomo che c’è dentro

giovedì 9 luglio 2015

Il preparatore a trazione integrale




Ti ricordi l’Audi quattro, quella che  agli inizi degli anni ottanta vinceva tutti i rally? 
È stata una rivoluzione, la prima auto europea di grande serie a trazione integrale. Tutti dopo si sono adeguati al suo modello tecnico.


Ecco un preparatore vero dovrebbe essere a trazione integrale, come l’Audi quattro, attento non ho detto a trazione integrata che è un’altra cosa, ma integrale.

Ti spiego cosa intendo.