mercoledì 25 gennaio 2017

Fare il Core!

Fare il Core!
Il core rappresenta la base di ogni sport.

Una delle richieste che mi vengono espresse più di frequente è proprio: che faccio per il core?

Questa scheda è il minimo sindacale per chi fa sport, anche a livello amatoriale.
E' un mio modo di interpretare gli esercizi, Non tralasciare mai ne il warm up ne la fase di pausa con l'esercizio di Yoga, perché ne sono parte integrante.

Naturalmente prima di fare qualsiasi esercizio bisogna avere fatto una visita medico sportiva per poi essere seguito da un professionista del settore, improvvisare fa male......









Immagine di BhandaYoga

lunedì 23 gennaio 2017


Quando, nello studio nel lavoro o nello sport, si lavora sulla quantità,  lo si fa per aumentare la conoscenza  della materia, nel momento in cui si riesce a sintetizzare tutto vuol diere di essere in grado di gestire la materia, di padroneggiarla.  
La velocità esecutiva oppure la precisione di una sequenza tecnica o anche la fluidità espositiva di una semplice relazione ad un convegno, dipendono dalla quantità di informazioni studiate.
Sintetizzare il tutto rendendo l'azione chirurgica, non significa avere talento ma aver lavorato tanto da poter rendere semplice l'azione da compiere.

giovedì 19 gennaio 2017

strappo al quadricipite retraining






Strappo al quadricipite Prima fase di retraining

Esercizio a tiranti elastici contrapposti, applicati sui muscoli agonisti ed antagonisti per tutta la fase di flesso esetensione.

Gli elastici contrapposti, due per il movimento di estensione e uno per la flessione,  permettono un movimento fluido e continuo adatto alla  prima fase di retraining dopo lo strappo del terzo medio superiore del quadricipite.
L'atleta manifestava un dolore costante  sull'inserzione distale del quadricipite che grazie a questo esercizio  veniva annullata permettendo il lavoro.

Attività consigliata prima di iniziare con gli esercizi funzionali.


Gaetano Rosace


giovedì 8 dicembre 2016

Non appendere le scarpe al chiodo




Questo di cui scrivo  è  l’esempio concreto di come cambiano le cose se si guardano da punti di vista differenti.

Alcuni mesi fa telefona un mio amico e cliente che vive all’estero e mi dice pressappoco così: ti chiamerà a breve un mio collega, mi raccomando, abbi pazienza con lui, non mandarlo subito a quel paese (non erano proprio queste le parole ...), sono convinto che tu lo possa aiutare, glielo ripeto da tre anni e finalmente si è deciso a chiamarti. Io rispondo, va bene, e preciso di non essere poi così rigido, lui si mette a ridere e ci salutiamo.

Mi telefona il tizio, un arbitro di un’altra regione, ha un problema alla schiena, dolori e rigidità tali da non permettergli di correre e arbitrare. L’ultimo medico che lo ha visitato gli ha detto che prima o poi bisogna accettare la vita e appendere le scarpe al chiodo, un’altro aveva dichiarato la sua schiena inoperabile, e ora capisco le raccomandazioni del mio amico ... Conoscendomi, sa che non gli avrei fissato l’appuntamento. Mi racconta un poco tutte le vicissitudini, le terapie, gli allenamenti e che nonostante tutto è riuscito a passare di categoria e non vuole perdere l’occasione di poter provare a fare carriera. Al momento non si allena da qualche mese e deve fare test, verifiche ed iniziare i campionati. Preciso per telefono, a scanso di equivoci, che non sono ne medico ne fisioterapista e che mi occupo di performance e allineamento corporeo, e che mi occuperò solo di questo, mi dice che già sa tutto. Invio l’informativa di rito, dove spiego nuovamente chi sono, cosa faccio e un preventivo di massima della spesa che andrà ad affrontare; vista la situazione invio il preventivo light, quello  per non atleti. Passa qualche giorno e mi richiama per fissare l’appuntamento.

Primo incontro.

venerdì 25 novembre 2016

collo e sudore


Un case study che si accomuna ad altri cinque molto simili tra loro  che ho seguito nell’ultimo anno. Tutte donne in carriera, giovani, con parecchi problemi fisici e poco avvezze a muoversi.

Poco più di un anno fa, mi chiama una signora per un appuntamento, è un medico, mi dice che dopo l’ottava persona che le aveva fatto il  mio nome si era decisa a chiedere un appuntamento... Le chiedo di attendere un attimo, il tempo di farmi  il segno della croce, so già cosa mi aspetta … Le chiedo l’indirizzo di posta elettronica per inviarle le info di rito (chi sono, cosa e come faccio, e quanto le costerebbe un ipotetico percorso) e dopo qualche giorno arriva la sua risposta affermativa; le fisso un appuntamento.

Primo appuntamento.

giovedì 12 novembre 2015

CRESCI BENE MIGLIORANDO



Il progetto,
 Cresci Bene Migliorando 
 “dalla postura alla prestazione nei settori giovanili”

Si pone l'obiettivo di sviluppare adeguatamente tutte le attività motorie utili alla crescita dei giovani atleti, attività che rispondono al principio:
“Gli operatori sportivi e le società sportive sono i guardiani della crescita dei giovani atleti. Devono possedere le qualità e le competenze adatte a svolgere questo scopo”. G.R. 


Non sempre le risorse economiche permettono uno sviluppo adeguato delle attività utili alla crescita dei ragazzi. E' necessario approfondire le tematiche, intensificare gli sforzi per dare a tutti l'opportunità di migliorare. Il progetto cresci bene migliorando si prefigge questo scopo.

Se vuoi saperne di più scarica il file #crescibenemigliorando

Gaetano Rosace
Preparatore fisico, esperto di postura e movimento
Sviluppatore di progetti in ambito formativo/sportivo 


foto di Maria Georgieva
on flickr

mercoledì 4 novembre 2015

SINTESI DI L’ESTATE PER SVILUPPARE IL TALENTO

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Un progetto innovativo come si è rivelato “l’estate per sviluppare il talento”, a distanza di qualche mese dalla sua realizzazione, merita un consuntivo, una sorta di sintesi, da cui partire per ulteriori sviluppi e progetti simili per organizzazione e finalità.

Il progetto
In un momento di difficoltà economica delle piccole società sportive e di cecità programmatica delle grandi, si assiste a un progressivo impoverimento delle possibilità di sviluppo dei giovani atleti.
Mancano le risorse economiche, con cui pagare dei professionisti dotati di capacità ed esperienze tali da poter permettere ai giovani un salto qualitativo, e questo provoca un vuoto di conoscenze, non essendoci appunto all’interno delle società sportive punti di riferimento dotati di know-how tale da garantirne lo sviluppo.

Dopo aver ragionato per lungo tempo su queste difficoltà, e su come i ragazzi siano aiutati a superare gli ostacoli in altri campi della loro crescita, come con il doposcuola o le lezioni private di musica o arte, ho organizzato il progetto studiando una triangolazione d’intenti, come in una piramide a base triangolare con in cima il giovane atleta.




martedì 27 ottobre 2015

Addominali, istruzioni per l’uso

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Prima parte

 Negli ultimi anni ho letto una quarantina di studi di riferimento sull’allenamento degli addominali. Quello che traspare dai vari studi è un progressivo allontanamento, una forte presa di distanza, da quelli che sono gli addominali classici i sit up o i crunch tanto utilizzati in palestra, indirizzandosi verso esercitazioni di altra natura dotate un più ampio respiro e sicuramente legate alla reale fisiologia dell’individuo. 
Gli addominali classici, comportano un carico eccessivo sui dischi intervertebrali lombari, con un orientamento in posteriorità dell’osso pelvico, “tilt posteriore del bacino”.
Quando dall’ortopedico o dal fisiatra sono prescritti, nei casi di lombalgia, gli esercizi addominali, il rischio, se l’operatore preposto usa esercizi standard, è quello di peggiorare la problematica con la possibilità di danneggiare ulteriormente il disco deteriorando l’anello fibroso per surplus di tensioni. 

lunedì 26 ottobre 2015

ALLENAMENTO FUNZIONALE

--> Cos’è l’allenamento funzionale? A che serve? Come distinguerlo da altri metodi di allenamento?

Struttura e funzione: secondo una teoria è la Struttura a governare la Funzione. Questo è vero, anche se la struttura si è evoluta nel tempo per permettere lo svolgimento di determinate azioni, le funzioni motorie. La struttura vincola e dirige la funzione, se quest’ultima non è sviluppata al meglio la struttura perde le sue potenzialità e riduce di conseguenza le possibilità di movimento.

L’allenamento è un processo tramite il quale s’interviene in modo organizzato al fine di ottenere la migliore prestazione possibile. È un processo distruttivo, (distruzione +/- controllata) dove è fondamentale il fattore rigenerativo al fine di ottenere la migliore risposta organica possibile, la famosa supercompensazione.

Io penso che ci siano due possibili definizioni di allenamento funzionale.

giovedì 22 ottobre 2015

Hamburger di lenticchie per atleti

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Ricetta  per atleti e non, a base di lenticchie
Lavorate come se fossero un hamburger.

Premetto che non sono vegetariano, però, credo che un’alimentazione a base vegetariana (dieta mediterranea) possa essere molto salutare, per tutti.

Seguo molti atleti vegetariani e qualcuno vegano. Spesso, quando parliamo di alimentazione, saltano fuori parecchie problematiche. 
Muscoli e vegetali non sembrano un’accoppiata vincente, invece si possono ottenere risultati eccellenti.

Nutrire un’atleta vegetariano può essere ostico, si tende sempre a perdersi dei nutrienti importanti e rischiare carenze anche gravi. 
Con un poco d'attenzione è possibile farlo bene e si possono preparare dei piatti con un profilo nutrizionale completo.

lunedì 12 ottobre 2015

I 7 errori che rovinano la postura.


Partendo da questa premessa:

“Prima di guarire qualcuno, chiedigli se è disposto a rinunciare alle cose che lo hanno fatto ammalare” (Ippocrate)

scopriamo assieme quali sono  i 7 errori più frequenti che facciamo quotidianamente e che danneggiano la nostra postura, e, di conseguenza, la nostra salute.

mercoledì 23 settembre 2015

Allenarsi a 40 anni e non morire.

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Non fare gli scongiuri e leggi.
Allenarsi a quaranta anni, ma vale anche 30, a 50 o a 60 e non morire dal dolore, o  nel senso letterale del termine, penso sia un argomento degno di attenzione. Parliamone. Tra i quaranta e i cinquanta anni, in molti, scatta la voglia o la necessità di fare sport, di mettersi alla prova, di recuperare il fisico perduto o di farselo, per chi non l’ha mai avuto. Improvvisamente compare una nuova coscienza di se, o si è spinti da atri motivi tra cui la salute, e ci si ritrova in negozio a comprare indumenti sportivi pronti a fare gli “atleti”. Le motivazioni possono essere molte, su alcune meglio non indagare.

Tratto da storie di ordinaria follia….. lavorativa…..